Lago d’Iseo: «No al maxi villaggio da 6.000 m/q di cemento»

La battaglia degli ambientalisti di Legambiente contro il nuovo progetto per il villaggio di Clusane e Paratico: 36mila metri quadri di terreno, 6mila metri cubi di cemento. Nel 2007 la prima bocciatura del Tar di Brescia

Due mesi fa la licenza d’avviamento dei lavori, entro quindici giorni la conferenza dei servizi della Comunità Montana del Sebino Bresciano. Il tempo scorre, i tempi stringono, per le ultime obiezioni contro il nuovo progetto di un maxi villaggio turistico in un’area di quasi 36mila metri quadri tra Clusane e Paratico: un progetto simile era già stato bocciato nel 2007 dal Tar di Brescia, su richiesta e sollecitazione della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici.

Ma ora le cose sono cambiate, le metrature appena ridotte. E il progetto torna in massima auge, 6mila metri cubi di cemento e affini da cui ricavare una cinquantina di alloggi e bungalow, un paio di piscine e una serie di abbellimenti e amene utilità come qualche panchina, dei giochi per grandi e piccini, magari qualche campetto da calcio o da tennis, svariati attracchi per barche ma anche per canoe. A cui aggiungere una nuova rotonda stradale per favorire l’ingresso e l’uscita al villaggio, accompagnata da un parcheggio pubblico in grado di contenere qualcosa come 150 autovetture.

Il progetto complessivo non è poi così fatiscente, e qualcuno già parla di ecomostro. Senza voler esagerare, già nel 2007 la Soprintendenza aveva lanciato un primo allarme, denunciando sia le criticità visive che quelle ambientali, per quello che anche oggi in molti hanno definito come l’ultimo corridoio naturale rimasto, tra rive e colline, della sponda bresciana del lago d’Iseo. Ma la giunta comunale ha già fatto sapere che il progetto è buono, tanto da essere stato ampiamente inserito nella pubblica utilità.

“Una dichiarazione che ha scardinato tutti i vincoli precedenti, sull’intera area. Quello che era stato cacciato fuori dalla porta dal Tar rientra ora dalla finestra”, fanno sapere dal circolo di Legambiente del Basso Sebino. Così il Comune ha previsto un intervento di nuova piantumazione, per rimediare all’inevitabile taglio degli alberi anche decennali della zona interessata, per un costo complessivo che sfiora i 150mila euro, e che prevede anche una particolare attenzione a tutta l’area della Valle del Tufo.

Il giudizio degli ambientalisti non cambia: “Questo progetto spazzerà via del tutto il corridoio ecologico che collega lago e collina”. Con una forbita citazione, che fa da sottotitolo al loro blog: “Saremmo capaci di spegnere il sole e le stelle perché non pagano un dividendo”.

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