Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Addio a uno degli ultimi partigiani della Val Camonica: "Camara" si è spento a 92 anni

Carlo Sandrinelli, nome di battaglia "Camara", si è spento il 21 maggio a Cividade Camuno. Di lui si ricordano le gesta al fianco del comandante Giacomo Cappellini

Il partigiano Carlo Sandrinelli

E' morto due settimane fa a Cividade Camuno Carlo Sandrinelli, uno dei gli ultimi partigiani della Val Camonica. Camara - questo il nome di battaglia di Sandrinelli - si è spento all'età di 92 anni.

Durante la resistenza fu amico fedele e braccio destro del comandante Giacomo Cappellini, che il 21 gennaio 1945 venne arrestato a Villa di Lozio, dopo che - sorpresi entrambi da un rastrellamento effettuato da alcuni reparti dell’esercito della RSI - venne ferito all'addome e al braccio destro. Sandrinelli, in quell'occasione ferito alla testa, nonostante fosse inseguito dai repubblichini riuscì a fuggire e a mettersi in salvo nella zona di Cerveno.

Renitente dopo essere stato marinaio a Napoli, Sandrelli si arruolò come partigiano nella compagnia "Tito Speri" dal primo dicembre del '43 fino al 29 maggio dell'anno seguente. Dopo che l'amico Cappellini venne catturato e rinchiuso nel castello di Brescia prima di essere condannato a morte, continuò la lotta al nazi-fascismo con operazioni di guerriglia e sabotaggio, che culminarono nella battaglia per la liberazione di Breno e della Valcamonica (25 aprile - 2 maggio 1945).

LA LETTERA DI CAPPELLINI DAL CASTELLO DI BRESCIA:
Il giorno 25 febbraio fui portato in una cella del torrione “La Mirabella”… Le pareti si possono dire istoriate… Non mancano i versi più o meno poetici, ma tutti accusano un dolore, cui, impotenti, vorrebbero ribellarsi… Quanti pensieri quel giorno; mi sembrava che ogni pezzetto di parete... tutti quei nomi avessero qualcosa da comunicare, e fu così che, forse portato dai molti versi letti sui muri, mi vennero spontanee le poche parole che trascrivo… voglio che le tenga la mia mamma a ricordo delle mie impressioni prime su una cella… ove attendo, sempre sereno e tranquillo però, che si compia il mio ultimo destino, secondo la sentenza lettami ieri alle ore 16 e 30: la morte. Venerdì 23-3-1945

LA POESIA: "Alla Mirabella"

Mirabella, se a tue mura
si sciogliesse la favella,
quante lacrime, sospiri,
empirebbero questa cella.

Alti i lai del giusto altero
che al potente fu nemico
o negò seguir viltade,
certo udresti in verbo antico.

O di libertade amico,
in suo amore non mai vinto,
dagli Asburgici tiranni
ai tuoi forti ferri avvinto,

il lamento o il canto avito.
Mirabella, le tue mura
Lor funzion non han finita.
Ancor oggi a vita dura

quanti miseri rinserran !
Chi la Patria amò sincero,
chi per essa il ferro impugna,
chi a menzogna scelse il vero.

Più del Feudo o d’Asburgo
di torture sei strumento,
ma pel Duce e l’Alemanno
bene servi pel momento.

Se riguardo tue muraglie,
quanti nomi vedo scritti,
di delitti immuni tutti,
sol per patrio amor proscritti.

… E pagaron con la vita
che per lor non v’è altra sorte.
Mirabella, qual destino,
sei vestibol della morte !
 

Mirabella, il 25-2-45

Giacomo Cappellini

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