Cronaca

Uccise a sprangate il datore di lavoro, pena ridotta in cassazione

Pena ridotta per Hamit Luci, l'operaio che l'11 novembre 2008 uccise a Cividate Camuna Maurizio Ricchini, reagendo agli insulti della vittima. Aggravanti non riconosciute proprio a causa dei pesanti e ripetuti insulti

Sarà ridotta la condanna per omicidio a carico di Hamit Luci, l'operaio straniero che l'11 novembre 2008 uccise a colpi di spranga a Cividate Camuna il suo datore di lavoro, Maurizio Ricchini, reagendo all'ennesimo insulto della vittima che era solito usare parole pesanti e denigratorie nei confronti dei dipendenti che lavoravano, come Luci, in condizioni di semisfruttamento sia per quanto riguarda la paga che l'orario.

Ad avviso della Suprema Corte, non può essere inflitta al Luci l'aggravante di aver agito per "futili motivi" per aver compiuto il delitto in reazione a una violenta discussione con Ricchini che, dopo varie contumelie, lo aveva chiamato "m....". Aver agito in preda all'onta per questo insulto, in un contesto già molto gravido di tensioni e ingiustizie, ad avviso dei supremi giudici non può far scattare le circostanze aggravanti come invece stabilito sia in primo grado, dal gup di Brescia il 19 settembre 2009, che in secondo grado dalla Corte di Assise di Appello di Brescia, l'otto ottobre 2010.


Per i magistrati di merito, le circostanze attenuanti che Luci meritava per il fatto di essere incensurato, per essere una persona dedita al lavoro e per aver compiuto un delitto di impeto consumatosi in un brevissimo momento, non erano prevalenti su quelle aggravanti dei futili motivi. Ora, però, per effetto della decisione della Suprema Corte - sentenza 6796 - i sedici anni inflitti all'operaio dovranno essere ridotti perché è stata esclusa l'aggravante dei futili motivi.

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