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Riempie di botte la moglie e la minaccia di morte: 2 anni e 7 mesi di carcere

CRONACA

L'incubo di una giovane madre sarebbe proseguito per dieci anni: a tanto ammonterebbe la durata dei maltrattamenti, denunciati solo nel 2016, per cui è stato condannato il marito 43enne, di nazionalità albanese. L'avrebbe perseguitata sin dal suo Paese d'origine, proseguendo poi a Torino – dove i due hanno vissuto – e infine a Chiari, dove invece la 30enne si sarebbe rifugiata per sfuggire alle violenze.

L'uomo in realtà era stato accusato di stalking, dunque avrebbe potuto pagare una pena ben più pesante, ma nel processo di secondo grado è stato condannato a 2 anni e 7 mesi per maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto riferito dalla donna, madre di due figli, sarebbe stata picchiata anche più volte ogni settimana.

Il silenzio e poi la fuga

Dopo anni di silenzio, nel 2016 sarebbe fuggita di casa per denunciare quanto stava accadendo. Ma le minacce (anche di morte) sarebbero continuate anche in seguito: una volta dal vivo, con un coltello, un'altra inviando una foto di proiettili. Da allora il marito sarebbe stato denunciato almeno sette volte. Fino al processo, e adesso la condanna.

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