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Foto di repertorio

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Azienda fallisce e lascia in ‘regalo’ una montagna di rifiuti: 4.000 metri cubi

Continua il contenzioso tra il Comune di Chiari e l'azienda Nord Cave srl, fallita nel 2010: il tema riguarda la mancata rimozione degli oltre 4.000 metri cubi di inerti ancora da smaltire

Mentre già in queste in ore potrebbe arrivare un'offerta per l'acquisizione dell'ex cava di Via Rudiano a Chiari (all'asta con un prezzo base di 173mila euro, dopo il fallimento della Nord Cave srl), il Comune continua la sua battaglia (anche e soprattutto legale) per il ripristino dell'area dove ancora oggi “riposano” più di 4000 metri cubi di materiali non smaltiti.

Lo scrive il Giornale di Brescia: nell'ambito del procedimento penale in cui appunto è coinvolta la Nord Cave srl, fallita nel 2011, il Comune di Chiari si è costituito parte civile. Nella cava dismessa ormai nel 2010 sono rimasti migliaia di metri cubi di inerti, materiali da demolizione e asfalti.

Non sono mai stati rimossi, e per questo la società è stata denunciata. La stessa azienda avrebbe dovuto provvedere al ripristino ambientale della cava, come previsto dal Piano provinciale, al termine del periodo di escavazione (nel 2010).

Procedura mai portata a termine, e che adesso è diventata un contenzioso in tribunale. Proprio per questa “mancanza” il Comune ha già incassato la polizza fidejussoria di garanzia al detto recupero, in tutto circa 250mila euro. Soldi che, una volta trovato un nuovo proprietario, potrebbero essere subito utilizzati per il ripristino.

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