Cronaca Via Rocca d'Anfo

Una bresciana a MasterChef: «Cucina, sport e.. Antonio!»

Intervista alla giovane protagonista del talent show più famoso del mondo.. almeno fino alla settima puntata! Una passione che nasce per caso, tra buona cucina e la passione per il biologico

Facile fare un’intervista quando si comincia assaggiando dei pancake fatti in casa, con doppia salsa, miele e cioccolato. Lei è Chiara Orioli, classe 1984, alla ribalta delle cronache culinarie bresciane (ma non solo) per la sua recentissima partecipazione al talent show per aspiranti cuochi più famoso del pianeta, MasterChef Italia. Cresciuta a Polpenazze ma cittadina d’adozione, convive da più di un anno con il celebre Antonio Filippini, bandiera del Brescia Calcio per oltre un decennio.

Raccontami qualcosa di te. So che sei stata nuotatrice, e dall’occhiello delle dirette televisive sembra che tu ora sia una personal trainer..

A dire la verità c’è stato un po’ un malinteso, nel senso che io non ho mai fatto la personal trainer. Ho lavorato tantissimo in palestra, ho fatto un po’ di tutto, ero insegnante di aerobica e step. Ho lavorato tanto con i bambini, ho insegnato calcio alla Valtenesi per quattro anni, dalla scuola calcio dell’ultimo anno d’asilo fino ai pulcini di dieci anni. Ho fatto nuoto a livello agonistico fino a 20 anni con la Canottieri Garda Salò (poi due a Desenzano in cui mi sono allenata poco) ottenendo anche risultati importanti. Ma in teoria sarei dovuta andare avanti con l’università, ho fatto un po’ fatica. Quel periodo lo ricordo come il più intenso di sempre, con allenamenti quotidiani e durissimi.. ma è stato bellissimo, lo rifarei tutta la vita. Poi ho conosciuto Antonio! E sono venuta qua a convivere..

Da quello che so io la tua passione per la cucina nasce proprio nei primi mesi di convivenza..

Siamo andati a vivere insieme nel giugno del 2010 e da lì ho cominciato a cucinare regolarmente. A casa mia naturalmente la mamma era gelosissima della cucina, e non mi hai mai concesso troppo se non una torta o due al mese, ma senza regolarità. Io però ho sempre letto libri e ho sempre seguito programmi di cucina, e quando abbiamo cominciato a convivere ho scoperto questa passione, capendo anche di esserci portata. Perché quando inviti le prime persone a cena, parenti o amici che siano, e tutti dicono ‘Buono’, ‘Che brava’, ‘Complimenti’..

E invece quando hai pensato di partecipare a MasterChef? E le selezioni?

L’idea MasterChef è nata una sera quando io e Antonio eravamo comodi sul divano e per caso, mentre stavamo guardando Dog Whisperer, durante la pubblicità abbiamo notato questo MasterChef, questo slogan che richiamava il talento e la fiamma culinaria che brucia dentro di te.. ci siamo guardati e lui mi ha detto che sarei dovuta andare, che ci avrei dovuto provare. La prima scrematura è stata fatta addirittura al telefono, poi mi hanno contattato per fare il primo provino a Milano, a gruppi di un centinaio di persone al giorno per un totale 8mila persone selezionate dal casting da tutta Italia. Per la prima selezione abbiamo dovuto portare da casa qualcosa di già pronto.. io sono partita da casa con due valigie, una valigia frigo e una borsa da calcio piena di roba! Ho preparato quattro degustazioni, dall’antipasto al dolce, e tutte a base di pomodoro mozzarella e basilico, un’idea tricolore per festeggiare i 150 anni d’Italia. Un piatto che ha subito colpito il giudice! Poi c’è stata la prima prova dedicata all’uovo, quella che è andata in onda, e lì ho preparato la mia personale variazione sulle uova. C’era anche Carlo Cracco, e io questo non lo sapevo! Mi sono trovata un po’ spiazzata, farmi giudicare da lui.. quello che praticamente inventato l’uovo marinato!

A proposito.. come sono i tre chef? Io ti dico, da esterno, che Bastianich mi è sembrato il più cattivello, Cracco quello di cui non si capisce tutto e Barbieri il più allegro: tu che mi dici?

Con Barbieri è stato amore a prima vista, o meglio amore e odio. Perché è stato l’unico che al secondo provino mi ha detto ‘Non sono convinto, ti dico di sì ma ti tengo d’occhio’. E da lì è nata una sfida nella sfida, nel senso che io sono fatta così, sono una sportiva, tra me e me mi sono detta questo è il giudice che più devo stupire. Bastianich diciamo che forse all’interno del programma ha voluto caricare un po’ il suo personaggio, anche perché forse doveva stimolarci, mentre Cracco è molto affascinante, molto misterioso.. ma tutti e tre sono persone fantastiche, e disponibilissime. Se devo riassumerli ti dico questo: Barbieri il mio angelo custode, Cracco genio e sregolatezza, Bastianich il bacchettone.

A questo punto Chiara ricorda la prima e unica volta che ha osato rispondere a Cracco: “Ci aveva definito delle pippe, io gli ho risposto subito! Ma mi ha zittito..”. E Antonio si fa una bella risata, e racconta della sua avventura parallela a fianco di Chiara: “Quella sera mi sono detto: finalmente qualcuno che è riuscito a tapparle la bocca! Scherzi a parte, l’ho seguita anche a Milano, potevo andare a trovarla e lei poteva venire a Brescia. Non è come il Grande Fratello, c’era la gara e poi potevamo avere la nostra vita normale. Ovviamente però doveva rimanere quasi sempre a Milano, orari precisi non ce n’erano”.

Chiara, la sera che sei stata eliminata (per quel maledetto fritto!) ti sei congedata con delle bellissime parole. Che emozioni ti ha lasciato MasterChef?

La cosa più bella è stata sicuramente il contatto con gli altri ragazzi, ho stretto amicizia praticamente con tutti, resteremo ancora in contatto. L’esperienza più bella l’ho vissuta con loro, quando passi ore e ore chiusa in una stanza ad aspettare, tra un piatto e l’altro e la tensione della gara.. in quei momenti è bello parlare e confrontarsi, ti fa sentire bene. Ma è normale che quando si vive un’esperienza del genere ti rimane per sempre, ti entra dentro..

Ma ce lo puoi fare un piccolo pronostico? O almeno dirci per chi fai il tifo..

Tra tutti quelli che sono rimasti faccio il tifo per Ylenia, Luisa e Danny. Un trio fantastico.

Progetti per il futuro? Nella tua ‘bio’ ho letto che vorresti aprire un ristorante per pochi intimi.

Prima di tutto devo finire l’università, è il mio primo pensiero. Anche se adesso faccio fatica a riprendere gli studi, ho mille cose per la testa e dopo un’esperienza come MasterChef diventa difficile riprendere in mano i libri. Il mio sogno è quello di aprire un ristorante intimo, per poche persone, pochi coperti e stagionale. Mi piacerebbe aprirlo nel contesto di una campagna, per poter avere prodotti ‘miei’, dall’orto.. mi piacciono molto il biologico, le cose naturali, i prodotti di stagione e a chilometri zero.

Ma la gente per strada ti riconosce ora? Ti senti una piccola celebrità?

Celebrità assolutamente no, sono tornata alla mia vita normale. Però mi fa piacere quando mi fermano e mi dicono ‘Tu sei quella di MasterChef!’. Io non ci sono proprio abituata, tante volte cambio colore e divento tutta bordeaux.. Poi tutti che mi dicono che sono stata bravissima, che ho tenuto alta la bandiera di Brescia (sorride). Ma in cucina bisogna essere umili, come nella vita.

Sempre sulla ‘bio’ ho letto che la tua ricetta è il caciucco.. ma mi sembra che tu sia specializzata nei dolci. O sbaglio?

Tasto dolente! A me piace molto cucinare i dolci perché sono golosa, e perché sono le cose con cui si comincia in cucina. Sicuramente sono più avanti nella preparazione dei dolci ma io amo cucinare davvero tutto, e proprio per questo mi piace molto bilanciare i sapori, il dolce e il salato. Il caciucco è il mio piatto del cuore, è stata una delle prime ricette che ho preparato ad Antonio, ed è uscita veramente buona!

Prima di congedarmi Chiara mi racconta un ultimo aneddoto, che da solo vale un’intervista intera. Quando il buon Antonio Filippini giocava ancora a Livorno, e i due si frequentavano appena, la nostra giovane chef gli prepara una torta, un plumcake gigante. Per valutare la cottura del dolce di solito si usa uno stecchino di legno: non avendolo, Chiara ci prova con uno spaghetto.. che però un po’ si cuoce, e si spezza dentro. “Quando ho tagliato la fetta per lui è venuto fuori questo spaghetto! Per essere una delle prime uscite.. un disastro!”.

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