Cronaca Mompiano

Uccise una ragazza in chiesa, sagrestano esce dal carcere

La storia di Chamile Wimal, giovane sagrestano cingalese della chiesa di Mompiano che nel 2006 uccise la studentessa Elena Lonati. Dopo otto anni di carcere potrà godere del regime di semilibertà

Sono passati quasi 10 anni da quel venerdì infernale. Chiesa di Santa Maria di Mompiano, 18 agosto 2006: lui è un giovanissimo sagrestano di origini cingalesi, ha solo 23 anni. La stessa età di Elena Lonati, la studentessa universitaria che da lì a poco perderà la vita.

La ragazza entra in chiesa, pare per accendere un lumino. Il sagrestano Chamile Wimal la invita ad uscire, il santuario è già chiuso: dalla discussione nasce un battibecco, il giovane addirittura la spinge all’indietro. Con troppa forza, la 23enne cade e sbatte la testa sul poggiapiedi di un banco da preghiera.

La ragazza sviene, ma sembra morta. Così il giovane Wimal perde davvero la testa, in preda ad un raptus di follia che gli costerà molto caro. Agitato e spaventato, recupera dei sacchi di plastica nera e del nastro adesivo da cantiere, la ricopre da cima e piedi, le tappa bocca e occhi.

Poi la trascina sulla scala di un pulpito, la nasconde. L’autopsia conferma: la ragazza è morta soffocata. Lo chiamavano Camillo, anche con un pizzico di ironia. Lui segue la messa al fianco del parroco, la sera stessa: quella notte non dormirà un secondo. La mattina dopo avvisa il prete, gli fa vedere dove ha nascosto il cadavere.

Condannato per omicidio, pochi giorni più tardi. E oggi, a otto anni da quell’assurda tragedia, potrà uscire dal carcere di Canton Mombello, dove è detenuto proprio dal 2006. Una condannata di 18 anni e quattro mesi, poi ridotta per buona condotta. Dal 2015 infatti, il sagrestano Camillo (che oggi ha 31 anni) potrà godere del regime di semilibertà.

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