«L’unico taglio giusto? Quello alla precarietà». La protesta dei lavoratori

Anche da Brescia numerose adesioni al presidio organizzato a Milano dalla CGIL fuori della sede regionale della Lombardia, in via Melchiorre Gioia: "Cambiare l'Italia, promuovere il lavoro, difendere il welfare"

Lavoratori e lavoratrici pubblici, pensionate e pensionati, oltre ai tantissimi precari che hanno proseguito le iniziative già cominciate nei giorni scorsi in tutta Italia: la CGIL non si ferma, e continua con la mobilitazione di difesa dei diritti dei salariati italiani. Ieri mattina un presidio di protesta durato quasi due ore, davanti alla sede della Regione Lombardia di Via Gioia a Milano, con un solo grande slogan: “Cambiare l’Italia, promuovere il lavoro, difendere il welfare, riformare il fisco”. Non sono mancati i delegati e i lavoratori bresciani, presenti in gran numero e da diverse categorie, con un occhio di riguardo per i precari della NIDIL, presenti con “uno spirito diverso”, richiamando l’attenzione alla Giornata nazionale contro la precarietà che si è ufficialmente conclusa con il presidio milanese.

Contro la giunta lombarda, contro le riforme del duo Monti-Fornero, “riforme che come sempre attaccano pensionati e precari”. Una pronta risposta alle scelte governative: “Al centro della mobilitazione – si legge su Rassegna.it  – richieste di carattere generale rivolte al Governo. Cambiare la riforma del mercato del lavoro, ridurre la precarietà, realizzare l’universalità degli ammortizzatori sociali, garantire il diritto al reintegro per tutti i licenziamenti illegittimi, valorizzare il lavoro pubblico, garantire i servizi ai cittadini”.

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Diversi gli interventi dei delegati, qualche canzone e qualche coro, fino alle parole forti ma giuste di una lavoratrice Siemens (più di 300 licenziamenti negli ultimi mesi) che microfono alla mano ha voluto ricordare che “cantare serve a poco” e che “non c’è niente da festeggiare”, perché “ci stanno tagliando davvero tutto, dai salari alle pensioni”. Infine una mossa forse inaspettata ma di certo efficace, l’intrusione nel Palazzo di una RSU di Suzzara, e di alcuni rappresentanti della Camera del Lavoro di Mantova: “L’unico taglio giusto? Quello alla precarietà”.

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