Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Piazza della Loggia

In Loggia lo sciopero Cgil «contro questa politica inetta»

Migliaia in piazza con partenza simbolica dall'IVECO di Via Volturno e comizio finale in Piazza della Loggia, sul palco anche il segretario FIOM Maurizio Landini. Tutta Brescia coinvolta nello sciopero generale

Migliaia in piazza per il corteo organizzato dalla CGIL Brescia in concomitanza con lo sciopero generale territoriale e provinciale che segue le diverse mobilitazioni già avvenute in Italia, come a Mantova o Torino, quasi "una mobilitazione permanente", come ci ricorda Maurizio Landini, segretario generale della FIOM e special guest di giornata.

"Stiamo organizzando una grande manifestazione nazionale a Roma, il 18 maggio prossimo aperta a tutte le categorie, precari e pensionati, dipendenti ed esodati", tutti insieme per discutere dei fatti che contano, "col sistema industriale a rischio, la necessità di un piano straordinario di investimento", e quella 'spilletta' che in tanti hanno addosso, voglio la FIOM in Fiat, "abbiamo bisogno di una legge sul diritto di rappresentanza, il diritto per chi lavora di poter votare il sindacato che più lo rappresenta, questa è la democrazia, la democrazia, la Costituzione".

Uno sciopero che tende all'autonomia, "è fondamentale che il sindacato sia davvero autonomo dalla politica, non possiamo più star qui ad aspettarli", ha aggiunto Damiano Galletti, segretario provinciale CGIL, "sono passati 50 giorni ma in realtà sono 5 anni, le elezioni hanno reso evidente la domanda di cambiamento", e poi in coro, "il ritardo della politica, e il ritardo delle imprese, tutti fuori dalla discussione sul lavoro".

Giovani e non solo, in piazza a Brescia, numericamente 'vince' la FIOM con le delegazioni lombarde, anche Lecco e Bergamo, per la prima volta i lavoratori del trasporto merci, insomma i corrieri, Iaroslav ha solo 30 anni e già un figlio, un altro in arrivo, "siamo qui perché non è più sostenibile, si lavora più di 10 ore al giorno e per pochi euro all'ora", qualcun altro se la prende con i crumiri "chiamati apposta dall'azienda", e ancora i conti in tasca, "è quattro mesi che non mi pagano".


Tra i tanti ci sono anche quelli di A2A, "non siamo più lavoratori col culo nel burro", a Brescia saranno 400 gli esuberi a fronte di "sprechi giganteschi di gestione, non dobbiamo essere noi a mantenere le super macchine dei dirigenti, o i costi di un doppio Consiglio di Sorveglianza".

Per la prima volta, con uno striscione, anche i lavoratori delle poste, "tutti pensano si tratti di un'azienda garantita dallo Stato, e invece nonostante un miliardo di utili ecco che arrivano gli esuberi, 6mila in Italia e quasi 300 a Brescia". Qua si fa ancora più chiaro, ancora più evidente, "all'annuncio dei tagli il titolo è schizzato in Borsa, la dimostrazione che gli interessi della classe lavoratrice non coincidono con quelli del profitto".

"Ho 33 anni, ma per il mondo del lavoro sono già vecchio - ci spiega invece Lillo, della Medtronic Invatec - e anche se la manifestazione di oggi servirà a poco l'importante è esserci, per far vedere alla politica che mentre discutono dei fatti loro i problemi continuano. Fanno finta di niente, come se non capissero. Noi invece l'abbiamo capito: e adesso, dipende tutto da noi".

'Tutti parlano delle imprese che non prendono i soldi - aggiunge Ibrahim, rappresentante dei lavoratori dell'edilizia - ma nessuno parla degli operai che invece non prendono lo stipendio da mesi. E come edili, con la riforma Fornero, abbiamo preso un'altra mazzata sulle pensioni, e nessuno ci ha difeso. Il nostro Primo Maggio comincia oggi'.

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