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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Cellatica

Raid incendiario a scuola e in un bar, calci e cinghiate a un anziano: fermata baby gang

Quattro minorenni - il più grande ha solo 16 anni - sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare

Indagini concluse: a poco più di un mese dal devastante raid incendiario alla scuola primaria di Cellatica, i presunti responsabili sono stati raggiunti, nella prima mattinata di lunedì 31 ottobre, da un’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di quattro ragazzini - il più grande ha soltanto 16 anni - residenti a Cellatica e nella vicina Gussago. I carabinieri li hanno individuati grazie all’analisi delle immagini girate dalle videocamere di sorveglianza situate nei pressi dell’istituto che è stato pesantemente danneggiato nel pomeriggio di domenica 18 settembre.

Il devastante incendio a scuola

Stando a quanto ricostruito dai militari di Gussago, i 4 giovanissimi avrebbero ammucchiato banchi, cattedre - ma anche libri e quaderni- per poi appiccare le fiamme. Una volta spento il rogo l’amarissima constatazione: i muri erano stati imbrattati di bestemmie e simboli fallici e molte attrezzature pesantemente rovinate. Un raid forse mai visto in paese, che ha causato danni per oltre 350 mila euro e reso inagibile l’intero stabile con la conseguente interruzione del servizio scolastico.

Raid incendiario al bar e la violenta aggressione all'oratorio

Ma non sarebbe l’unico assalto messo a segno dai ragazzini. Due di loro - stando alle indagini dei carabinieri - avevano già agito in precedenza. Tre giorni prima - nella notte del 15 settembre - avrebbero dato fuoco ai tavoli e alle sedie esterne del bar Smile di Cellatica.  È non è finita qui: uno dei quattro giovanissimi, pochi giorni dopo l’assalto alla scuola, avrebbe violentemente aggredito un 65enne all’oratorio di Cellatica. Il 14enne avrebbe preso a pugni e cinghiate il volontario che lo aveva rimproverato per le troppe bestemmie pronunciate all’interno dell’oratorio. Per lui e per l'altro giovane ritenuto responsabile di entrambi i raid incendiari, il gip del tribunale per i minorenni di Brescia ha disposto il collocamento in una comunità.

Gli altri due ragazzini - che avrebbero partecipato ‘solo’ all’assalto alla scuola elementare - sono stati sottoposti alla misura della permanenza in casa, l’equivalente degli arresti domiciliari che il codice penale prevede per i soli maggiorenni: in buona sostanza non potranno uscire dalle rispettive abitazioni di residenza e  avere contatti con persone diverse dai genitori e dai familiari con cui vivono.  
 

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