Omicidio di Arcangelo Pelaia, in carcere l'ideatore e mandante

I Carabinieri di Desenzano, in un'azione in collaborazione con i Militari della Compagnia di Gioia Tauro, hanno condotto in carcere M.G., ai domiciliari a Bedizzole, ritenuto l'ideatore e mandante dell'omicidio di Arcangelo Pelaia

Foto di repertorio

I Carabinieri della Compagnia di Desenzano, al termine di una prolungata cooperazione con i Militari della Compagnia di Gioia Tauro, hanno chiuso definitivamente il cerchio sulla morte di Arcangelo Pelaia, il 37enne brutalmente freddato con nove colpi di pistola il 29 giugno 2013 a Gioia Tauro (RC).  

Il delitto sarebbe maturato per vendicare il duplice omicidio di alcuni congiunti avvenuto nell’anno 2005.

Nei giorni scorsi, in concomitanza con la firma della sentenza che stabiliva la condanna all’ergastolo con isolamento diurno di un anno e sei mesi nei confronti dell’imputato per l’omicidio Pelaia, emessa dalla Corte d’Assise di Palmi, i Militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Desenzano del Garda, hanno predisposto un accurato servizio di osservazione e controllo dell’area d’interesse.

E hanno così condotto in carcere M.G. che si trovava a Bedizzole già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in quanto accusato di essere l’ideatore ed il mandante dell’omicidio Pelaia, che sarebbe maturato per vendetta del duplice assassinio di Leonardo e Saverio Giacobbe, uccisi il primo luglio 2005 sul lungomare di Gioia Tauro all’età di 29 e 20 anni.

Ritenuto il probabile pericolo di fuga, vista l'entità della condanna inflitta all'esecutore materiale, i Carabinieri hanno catturato il soggetto che in diverse località del Nord Italia avrebbe verosimilmente potuto contare su una rete di fiancheggiatori pronti a fornirgli supporto logistico ed ad assicurarne il mantenimento qualora lo stesso avesse deciso di sottrarsi alla giustizia.

Gli inquirenti hanno quindi assicurato definitivamente alla giustizia il mandante dell’omicidio Pelaia.
 

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