Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Castiglione: Franca Dima, una vita lacerata appesa a un filo

Picchiata e massacrata dal marito dopo essere stata vista in compagnia dell'amante. Ricoverata al Civile di Brescia, le sue condizioni non migliorano. Dal carcere di Mantova le prime dichiarazioni del marito arrestato

Sono stati due giorni lunghissimi per Franca Dima, la donna massacrata dal marito dopo essere stata sorpresa in auto con l’amante. L’avevano ritrovata in un bagno di sangue, il marito Giovanni Oleandro seduto in fianco a lei, ansimante, con il fiatone. Picchiata per un lasso di tempo che appariva eterno, colpita più volte da  quel cric di metallo simbolo macabro di una violenza che invece in lui, covava davvero. Una furia omicida, ci sono voluti tre operai di passaggio per fermarlo, ci sono volute sirene e uomini in divisa.

Le condizioni di Franca sono ancora gravissime, dal Civile di Brescia fanno sapere che le prossime 48 ore saranno quelle decisive. Naturale conseguenza di un pestaggio così violento, di ferite così profonde, non poteva essere altro che un intervento chirurgico: solo allora Franca sarà fuori pericolo, solo allora amici e familiari potranno tirare un sospiro di sollievo.

Dall’altra parte, dal carcere di Via Poma a Mantova, le prime parole del marito. In casa se ne era parlato, Franca al compagno di una vita l’aveva già annunciato: “Sto con un altro, vado a vivere con lui”. Le minacce, le telefonate, la prima segnalazione ai Carabinieri: ma lui non ha mollato, Giovanni è andato fino in fondo. “Li ho visti insieme, ho perso la testa – racconta in corso d’interrogatorio – ma non le ho teso un agguato, non c’era nulla di premeditato”.

Sentito anche Maurizio, l’amante della donna: alla vista del marito infuriato ha schiacciato l’acceleratore, si è dileguato per le vie di Castiglione e dintorni. L’ha ammesso, con un po’ di vergogna: mentre lei veniva massacrata “io mi sono rifugiato in un bar”.

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