Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Castenedolo / Via Goffredo Mameli

Concessionaria chiude 'per lutto': decine di clienti truffati per migliaia di euro

L'autosalone fantasma a Castenedolo: dopo aver incassato caparre milionarie, il presunto titolare e i collaboratori sono spariti.

Un raggiro da centinaia di migliaia di euro, decine di consumatori truffati: tanto che in caserma ci sarebbe la fila per sporgere denuncia. L'ennesima truffa nel settore della vendita di auto ruota attorno a una concessionaria di Castenedolo. Ora fuori dal capannone situato in via Goffredo Mameli, che per circa un mese ha ospitato l'autosalone, non resta che un laconico cartello: "Chiuso per lutto".

Il titolare e i collaboratori sembrano essere spariti, dopo aver incassato numerose caparre da decine di clienti per delle auto evidentemente fantasma. Il cellulare suona a vuoto, così come il telefono dell'azienda. Come riporta il Giornale di Brescia, l'autosalone avrebbe aperto i battenti lo scorso 23 settembre e avrebbe guadagnato almeno 100mila euro prima di chiudere i battenti.

Come funzionava la truffa

Numerosi gli acquirenti truffati, tutti con la stessa tecnica. Le auto in vendita venivano pubblicizzate sui siti specializzati, come il famoso portale Autoscout. Ad attirare l'attenzione erano i prezzi delle vetture,  più bassi di migliaia di euro rispetto a quelli degli altri venditori. Le caparre non sono state versate sulla base di promesse, ma solo dopo aver visto la macchina nell'autosalone (ora chiuso) e, in alcuni casi, addirittura dopo la prova su strada. Una truffa molto ben orchestrata: i bonifici degli anticipi avvenivano solo dopo la spedizione della copia del libretto. Una volta incassati i soldi, però, il venditore si è reso irreperibile.

In questi giorni decine di persone si sono trovate di fronte alla concessionaria fantasma, tutte con la stessa storia alle spalle e la medesima rabbia e amarezza per essere caduti nella rete di un truffatore, a quanto pare, piuttosto abile, capace di vendere la stessa Bmw perfino a tre persone diverse.

La maggior parte dei clienti sono bresciani, ma c'è addirittura chi arriva da altre regioni dello Stivale. Le loro testimonianze sono finite nero su bianco nelle tante, tantissime, denunce sporte ai carabinieri. La caccia sui social è già cominciata: su Facebook circolano decine di post, corredati dalla foto del presunto truffatore.

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