Matrimoni celebrati nei parchi di lussuosi ristoranti, indagato il sindaco Groli

Il sindaco di Castenendolo Gianbattista Groli è accusato di peculato, falso e abuso d’ufficio. La vicenda riguarda 150 nozze celebrate lontano dalla sala civica del Comune, nei giardini e nei parchi di alcuni ristoranti della provincia.

Foto d'archivio

Hanno pronunciato il  fatidico sì lontano dalla sede prevista dalla legge per i matrimoni civili, la sala civica del comune, e ora il loro giorno più bello è finito sotto la lente dei carabinieri e della Procura. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal magistrato Mauro Leo Tenaglia, ci sarebbero 150 matrimoni celebrati tra il 2012 e il 2015 dal sindaco di Castenedolo Gianbattista Groli. Il caso ruota proprio attorno al primo cittadino del comune della Bassa, che - come riporta il Giornale di Brescia - sarebbe indagato per peculato, falso e abuso d’ufficio.

Secondo l’accusa, il sindaco avrebbe unito in matrimonio diverse coppie delle provincia (e fin qui nulla di male), ma il fatidico sì sarebbe stato pronunciato lontano dalla sede del comune, all’interno di parchi e giardini di alcuni ristoranti del Bresciano. Sulla carta però sarebbe stato registrato a Castenedolo. In buona sostanza, le nozze avvenivano in contesti e luoghi diversi da quelli in realtà attestati sui certificati. Ecco spiegate le accuse di falso e abuso d’ufficio.

Pacchetto 'Alle Inclusive' per le nozze

Non solo. Pare che ci fosse un vero e proprio sistema, con alcuni ristoranti del Sebino che offrivano un pacchetto ‘tutto compreso’ ai promessi sposi. Il servizio comprendeva la celebrazione della cerimonia alla presenza di un pubblico ufficiale, il pranzo e i festeggiamenti. In cambio delle celebrazioni il primo cittadino di Castenedolo avrebbe intascato del denaro, emettendo pure le relative fatture su carta intestata del Comune, almeno fino al 2015.

Soldi che secondo gli inquirenti non sarebbero finiti nelle casse comunali (da qui l’accusa di peculato), ma che il primo cittadino racconta di aver comunque investito a favore della collettività. I documenti con incassi e uscite sarebbero stati registrati e sarebbero già nella mani della magistratura, che dovrà fare le valutazioni del caso e decidere se rinviare Groli a giudizio per il caso matrimoni. 

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