Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Un pulmino di braccianti da Brescia: guerra tra gli ultimi in Piemonte

Dopo lunghe settimane di lotta, 39 braccianti marocchini - impiegati nei campi di pomodori - erano riusciti finalmente ad avere un po' di giustizia dall'azienda che per mesi li aveva "sfruttati" senza paga ma, alla fine, sono stati rimpiazzati da 13 lavoratori indiani provenienti da una cooperativa bresciana. La situazione è subito esplosa, portando allo scontro i braccianti marocchini con i nuovi arrivati

In provincia di Alessandria, a Castelnuovo Scrivia, dal 23 giugno braccianti marocchini sono in lotta in difesa del proprio lavoro, ribellandosi a un padrone che li tratta come "schiavi": fino a giugno, infatti, hanno lavorato nei campi di pomodori per dodici ore al giorno sotto il sole cocente, senza ricevere la paga per diversi mesi.

Sembra una storia difficile da credere qui nel "civile" Nord, in Piemonte; certe cose - si dice - succedono solo al Sud, dove impera mafia e caporalato: Rosarno docet.

La situazione, dopo giorni di proteste da parte dei braccianti, sembrava finalmente tornata alla normalità. Il 5 luglio, con la mediazione della Flai e Cgil di Alessandria e della Cia, in rappresentanza dell'azienda Bruno e Mauro Lazzaro, era stato siglato un accordo che prevedeva un primo acconto di 250 euro più la regolarizzazione dei lavoratori in nero. Dei 39 braccianti, infatti, solo 18 erano assunti regolarmente, mentre 12 non erano in possesso del permesso di soggiorno.

Poi, dopo l'accordo, l'azienda ha deciso - invece di continuare la propria attività con i braccianti "sfruttati" per mesi - di far arrivare attraverso una cooperativa un pulmino con 13 lavoratori indiani, partiti da Brescia alle 4 del mattino, per farli lavorare nei campi di pomodori. Così, nel week-end del 21 e 22 luglio, la situazione è esplosa, degenerando in una vera e propria guerra tra gli ultimi: marocchini contro indiani in difesa del posto di lavoro.

Sabato mattina, i braccianti marocchini sono entrati nei campi e, formando una catena umana, hanno cercato di rallentare il lavoro dei nuovi assunti. Il clima si è subito scaldato, una donna marocchina ha ricevuto gomitata in pancia da un indiano; alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri per evitare che la situazione degenerasse.


Questo il racconto di Anna Poggio, segretaria provinciale Flai Cgil, a "Il Manifesto": "La situazione diventa paradossale: marocchini contro indiani. Anche perché la proprietà ha deciso nelle giornate di sabato e domenica di lasciare a casa i primi, alimentando la contrapposizione tra lavoratori in condizioni di debolezza. È grave che Lazzaro non abbia mantenuto l'accordo ma raggirato le norme". Sulla vicenda sta ora indagando il procuratore Raffaele Guariniello.

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