Cronaca

Cercano una casa sul Lago di Garda: "Siete gay, niente affitto"

L'incredibile storia di Marco e Giorgio, ai quali è stata negata una casa in affitto sul lago di Garda perché sono una coppia gay

Mesi di ricerche e di appuntamenti e decine di case viste, prima di trovare il nido perfetto, quello di cui innamorarsi al primo sguardo. La trattativa sembrava davvero conclusa: consegnata la documentazione, inoltrata la proposta economica, depositata la cauzione, mancava solo la firma del contratto d’affitto. Un sogno svanito in una manciata di secondi: “Non siete una coppia tradizionale, il proprietario non vuole affittarvi la casa”.

Poche parole, quelle pronunciate dall'agente immobiliare, che hanno scatenato un tumulto di emozioni in Marco Biasetti, 41enne musicista originario del Mantovano, e Giorgio Colpani, 30enne ballerino bergamasco. Coppia affiatata e stabile, stanno insieme dal 2011: questa primavera hanno cominciato a guardarsi intorno per trovare una casa da affittare sul Lago di Garda. Quella ‘perfetta per le nostre esigenze’ l’avevano pure trovata: a Camalavicina, frazione di Castelnuovo, sponda veronese del Benaco. Poi la doccia gelata con la chiamata dell’agenzia immobiliare.

L’iniziale stupore ha comprensibilmente lasciato campo alla rabbia, ma anche alla volontà di andare fino in fondo. "La chiamata l’ha ricevuta Giorgio - ci racconta Marco - proprio il giorno in cui avremmo dovuto concludere, dopo parecchi rinvii. All’improvviso ho visto il volto del mio compagno rabbuiarsi. Poi ho capito il perché: l’agenzia gli aveva appena spiegato che il proprietario non voleva più affittarci la casa, perché non siamo una coppia tradizionale. Siamo rimasti basiti, senza parole.”

Il giorno seguente entrambi si sono presentati in agenzia per ritirare l’offerta e cercare di approfondire la questione. “L’agente immobiliare era piuttosto imbarazzata - ricorda Marco -, ma non ha fatto giri di parole, ribadendo quanto comunicato al telefono e adducendo poi una serie di giustificazioni veramente assurde. Prima ha detto che il proprietario cercava una coppia diversa dalla nostra, della quale facesse parte anche una donna che potesse prendersi cura della casa e fare le pulizie. Insomma, noi non andavamo bene, perché non rientravamo nei canoni tradizionali. Noi continuavamo a insistere, e in un secondo momento ci ha spiegato che il problema era la nostra situazione lavorativa: nessuno dei due ha un contratto a tempo indeterminato. Entrambi lavoriamo: io ho una partita Iva, il mio compagno è dipendente di una cooperativa, paghiamo le tasse e siamo persone oneste. Comunque fino ad allora non era mai stata menzionata la nostra situazione lavorativa. Apprezziamo la schiettezza dell’agente immobiliare, ma ci siamo sentiti umiliati. Se ci avesse detto che siamo due poveracci, ci avrebbe ferito di meno. Non abbiamo nemmeno avuto modo di farci conoscere: il proprietario non ha mai voluto incontrarci, nelle sue valutazioni si è basato solo su degli stereotipi. Per rifiuti di questo tipo, basati su pregiudizi e tabù, qualcuno ci ha pure rimesso la vita”.

Davvero una bruttissima storia, di discriminazione e omofobia, di quelle che nel 2018 non si vorrebbero più leggere, ma con un lieto fine. Digerite la rabbia e il rancore, Giorgio e Marco hanno continuato a cercare, trovando, finalmente, il nido perfetto dove coltivare il loro amore e le loro passioni: “La casa in questione è ben più grande di quella vista precedentemente, siamo in mezzo alla natura, i proprietari sono disponibilissimi e sorridenti”.

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