"Mi ha stuprata", ma non è vero niente: 40 giorni in carcere senza aver fatto nulla

Nessun processo per l'anziana di Castelcovati che nell'autunno del 2016 aveva raccontato di essere stata stuprata dal vicino di casa, poi scagionato dall'esame del Dna

Capitolo chiuso, definitivamente: nessun processo (e dunque nessuna condanna) per l'anziana di Castelcovati, ormai alle porte dei 90 anni, che nell'autunno del 2016 si era inventata, di sana pianta, di aver subito una violenza sessuale, accusando l'ignaro vicino di casa – Saint Petrisor, operaio rumeno che oggi ha 35 anni – che per questo era finito in carcere, e liberato solo 39 giorni dopo.

L'uomo non si è costituito parte civile, è tornato in Romania con la sua famiglia e non verrà nemmeno risarcito dallo Stato: in ogni caso, in ambito processuale, è stato giustamente assolto da ogni accusa.

Da vittima a carnefice

Dunque la donna da vittima era diventata carnefice: ha rischiato di finire a processo per calunnia, istanza poi rigettata per via della sua età e per cosiddetta “incapacità processuale”. Insieme a lei, sul banco degli imputati, anche un altro vicino di casa, di 72 anni, con cui l'anziana avrebbe avuto una relazione: era stato accusato di favoreggiamento, ma è stato assolto.

Una storia che ha dell'incredibile: il giudice, nelle motivazioni, ha riconosciuto la volontà della donna di voler calunniare l'operaio all'epoca 32enne, la cui unica colpa – così pare – sarebbe stata quella di andare a trovare spesso l'anziana, per bere il caffè oppure qualche bicchiere di liquore, anche la sera.

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Le accuse di stupro

Pesantissime le accuse che avevano portato all'arresto di Petrisor: secondo quanto riferito dall'anziana ai carabinieri, il 32enne si era intrufolato in casa nella notte del 1 ottobre 2016, minacciandola con un coltello per poi stuprarla. Tutto falso, tutto inventato: e chissà per quale motivo.

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