Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Lega: nella cassaforte di Belsito spunta la cartella "The Family"

Secondo gli inquirenti, la famiglia sarebbe quella di Umberto Bossi, e la cartella conterrebbe tutte le prove dei soldi sottratti al partito

"The family". La famiglia è quella di Umberto Bossi e così, con il termine inglese, il tesoriere della Lega Francesco Belsito aveva deciso di intestare la cartella (con l'intestazione 'Presidenza del Consiglio dei ministri') contenente la documentazione di tutte le spese sostenute per le esigenze dei parenti stretti del Senatur.

Di questo sono ormai certi i magistrati delle procura di Napoli e di Milano che, dopo aver ottenuto ieri l'autorizzazione a sequestrare a Roma la cassaforte di Belsito (in un locale in via Poli della Camera dei Deputati), stanno ora esaminando il contenuto. Un'attività ritenuta di fondamentale importanza dagli inquirenti che nella documentazione contabile custodita fino a ieri da Belsito cercano i riscontri sul presunto uso illecito dei contributi pubblici elargiti alla Lega e adoperati in parte a vantaggio personale della famiglia del leader.

E quei riscontri, stando alle indiscrezioni, i pm sono ormai convinti di averli ottenuti. Sì, perché tra i documenti sequestrati non pochi sono riconducibili a Bossi e ai suoi. Tutte carte che offrirebbero più di una conferma rispetto a quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche eseguite dai Carabinieri del Noe nell'ambito dell'inchiesta P4 condotta dalla procura partenopea.

La scoperta più interessante è sicuramente rappresentata da un carnet di assegni su cui compare la scritta "Umberto Bossi". Il capo del Carroccio, secondo l'ipotesi dei magistrati, avrebbe avuto di fatto la disponibilità del denaro della Lega depositato su un conto corrente acceso presso la sede genovese della banca Aletti dove confluiscono i contributi elettorali.

Ma sono state trovate anche ricevute e atti che documenterebbero spese affrontate per le esigenze di vario genere di familiari del leader del Carroccio. Carabinieri del Noe e Guardia di Finanza hanno recuperato, tra l'altro, la ricevuta relativa a un intervento di rinoplastica a cui si sottopose Sirio, uno dei figli di Bossi, e documenti riguardanti il pagamento di multe per Renzo Bossi.

Tra i pagamenti risultano anche l'assicurazione per l'abitazione dei Bossi
a Gemonio e le spese - 20mila euro - per il tutor di Renzo. Nel pomeriggio sono arrivati a Milano tutti i documenti originali sequestrati e copia degli atti è stata trasmessa già in mattinata dai magistrati milanesi ai colleghi napoletani.

I magistrati inquirenti - a Napoli il procuratore aggiunto Francesco Greco, e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock e a Milano il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e i sostituti Roberto Pellicano e Paolo Filippini - una volta esaminati tutti i documenti e conclusi gli interrogatori di indagati e testimoni, avranno incontri per fare il punto sull'attività investigativa.

Parte degli elementi raccolti saranno infatti utilizzati dalla procura milanese - che procede per l'ipotesi di truffa e appropriazione indebita dei contributi della Lega - e parte finiranno invece agli atti dei pm di Napoli che indagano sul presunto riciclaggio.


(fonte: ANSA)

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