Profughi all'ex caserma Serini, i residenti: "Pronti a fare le valigie"

L'ex caserma, attualmente inagibile, diventerà entro la prossima estate un grosso centro d'accoglienza per i richiedenti asilo. Chi abita nella zona si dice preoccupato e pronto a fare la valige, ma c'è anche chi dice: "Abbiamo il dovere di accoglierli"

L'ex caserma Serini © Bresciatoday.it

MONTICHIARI. Alla notizia, circolata mesi fa, sulla nuova destinazione d'uso dell'ex caserma Serini, gli abitanti della zona fascia d'oro di Montichiari non ci volevano credere. Nei giorni scorsi,  il passaggio del bene dal ministero della Difesa a quello dell'Interno, e le parole del prefetto Valenti non hanno lasciato alcun dubbio: l'area diventerà un centro d'accoglienza per i richiedenti asilo, affiancando quello di Bresso. 

A Montichiari l'hot spot Lombardo
per accogliere i profughi 

Le tempistiche sono ancora da definire e si preannunciano piuttosto lunghe, dato che la struttura così come si presenta è inutilizzabile e necessita di un'ingente opera di ristrutturazione. Ma le proteste e il dissenso del territorio non hanno tardato ad arrivare.

L'ex area militare si trova nella zona industriale tra Castenedolo e Montichiari, ma a pochi metri di distanza ci sono alcuni condomini ed un albergo con un ristorante ed un bar, dove si ritrovano gli abitanti della zona a bere il caffè. "Nessuno ci ha detto nulla - racconta la titolare del bar -. Lo abbiamo saputo dai giornali,  molte delle persone che abitano nella zona se ne vogliono andare e sono sul piede di guerra."  

"Abbiamo il dovere di accoglierli - esordisce una signora - non possiamo fare gli ipocriti e scandalizzarci solo quando vediamo la foto di un bambino morto. Ma sono consapevole di essere una delle poche persone che abita in questi condomini a pensarla così."

Infatti, poco dopo, nel locale entra un vicino di casa, che ha tutt'altra opinione: "Sono preoccupato, vista la gestione catastrofica di questi soggetti. Li mandano qua e poi non li controllano. Questa zona ha già dei grossi problemi di sicurezza, perché è molto isolata. Spesso dobbiamo chiamare le forze dell'ordine perché qui c'è un traffico di auto rubate. Non oso immaginare che problemi avremo in futuro. Avrei preferito che l'ex caserma diventasse un carcere."

Seduto ad un tavolo a sfogliare la Gazzetta dello Sport c'è un operaio di 56 anni, anche lui vuole dire la sua: "Prima dovrebbero aiutare gli italiani, poi se avanzano tempo e soldi allora se ne può parlare di aiutare anche loro. La struttura si potrebbe usare in un altro modo e destinarla alle famiglie italiane che hanno bisogno. Io sono in mobilità da 6 mesi e nessuno mi aiuta, mia figlia è dovuta andare in America per trovare un lavoro, perchè qui non ha un futuro. Questi che arrivano, poi cosa fanno? Li dobbiamo mantenere noi per almeno 5 o 6 anni. " 

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