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Carte di credito comunali: accolta la richiesta della Procura, fascicolo archiviato

Il gip, Cesare Bonamartini, ha accolto la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica e ha archiviato il fascicolo aperto a carico del sindaco Paroli e di nove assessori

Il giudice delle indagini preliminari, Cesare Bonamartini, ha accolto la richiesta  formulata dalla Procura della Repubblica e ha archiviato il fascicolo aperto a carico del sindaco Adriano Paroli e di nove assessori del Comune di Brescia, accusati di utilizzo improprio delle carte di credito comunali. Per il giudice gli amministratori della città, hanno utilizzato gli strumenti di pagamento in maniera difforme dalle previsioni del regolamento comunale, ma senza l’intento di appropriarsi delle somme spese. Manca l’elemento soggettivo del reato, dunque è arrivata l’archiviazione. Nell’inchiesta non era coinvolto l’assessore allo Sport Massimo Bianchini.

Nello specifico, l’inchiesta era partita a marzo 2010, dopo che il Pd aveva scoperto che diversi assessori avevano messo in conto al comune, pranzi e cene nei giorni festivi, a Santo Stefano e persino di sabato sera o domenica. Al penale, si aggiunse poi un altro filone di indagine, aperto dalla Corte dei Conti che aveva chiesto alla Loggia di restituire i 43mila euro e rotti che non rientravano tra le “spese di missione e di rappresentanza”. La Corte inoltre si domandava perché proprio il sindaco aveva presentato costi di cui il 60% era riferito a incontri conviviali che si sarebbero svolti a Roma insieme ad altri parlamentari. In novembre (2010) Paroli firmò simbolicamente un assegno per mettere una pietra sopra alla vicenda.


Gli indagati erano gli assessori, al Traffico Nicola Orto (Pdl) 9.553 euro; ai Servizi Sociali Giorgio Maione(Pdl) 9.177 euro; all’Urbanistica Paola Vilardi(Pdl) 5.184; alla Cultura Andrea Arcai (Pdl) 4.242; ai Lavori pubblici Mario Labolani 2.702; al Bilancio Fausto Di Mezza (Pdl) 1.980; alla Sicurezza e vicesindaco Fabio Rolfi (Lega) 1.941; al Commercio Maurizio Margaroli (Pdl) 1.492 euro e alla Trasparenza Claudia Taurisano (Pdl) 620.

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