Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Sigilli al calzificio cinese, dopo 12 ore i titolari lo riaprono

Turni di lavoro massacranti, condizioni igienico-sanitarie precarie e presenza di clandestini: i carabinieri hanno chiuso il laboratorio, salvo scoprire che poco dopo le macchine sono state fatte ripartire.

Immagine di repertorio

13 immigrati asiatici di età compresa tra i 22 e i 55 anni, che lavorano per una coppia di imprenditori 19enne. Questa la forza-lavoro scoperta dai carabinieri, supportati dal personale del Nucleo ispettorato del lavoro di Brescia, in un laboratorio-lager alle porte di Carpenedolo. 

I militari della locale caserma hanno compiuto il blitz nella giornata di giovedì. Al momento dell’ingresso nella fabbrica, delle 13 persone presenti ben 10 sono risultate essere sprovviste del contratto di lavoro, sei erano addirittura clandestini. 

A quanto emerso pare che il laboratorio producesse calze di bassa qualità destinate ai negozi asiatici presenti ormai ovunque, anche nella nostra provincia; sembra però che una parte dei prodotti confezionati sia destinata a brand ben più raffinati: la Guardia di Finanza è al lavoro per cercare di capire se sono coinvolte anche aziende del lusso nostrane.

Oltre a porre sotto sequestro la merce e i macchinari, gli uomini impegnati nel blitz hanno sanzionato i giovanissimi titolari con una contravvenzione da 75mila euro. Forse è anche per questo che solo 12 ore dopo il sequestro i carabinieri hanno scoperto che i sigilli sono stati tolti e le macchine sono state rimesse in funzione: i titolari a quel punto sono stati arrestati.  

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