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Cronaca Borno

Uccisa e fatta a pezzi, spunta il fidanzato: "Dovevamo partire insieme. Era pericoloso"

L'intervista a Salvatore Gualdo, il fidanzato di Carol Maltesi

“Ho sempre saputo che lui era una persona pericolosa. Lei si stava costruendo una vita migliore e questo lui non lo sopportava”. Comincia così l'intervista, andata in onda a “Fuori dal coro” su Rete 4, a Salvatore Gualdo, il fidanzato di Carol Maltesi alias Charlotte Angie, la ragazza di 26 anni (madre di un bambino di 6) massacrata a martellate e poi fatta a pezzi da Davide Fontana, il bancario 43enne (con cui Carol aveva avuto una relazione, nonché suo vicino di casa a Rescaldina, nel Milanese) arrestato per omicidio volontario, occultamento e distruzione di cadavere. I resti sono stati ritrovati a Paline di Borno, in un dirupo sul ciglio della strada.

Gualdo vive a Praga, anche lui è un attore porno: “Ero contentissimo che volesse venire a vivere qui con me. Ma avrebbe voluto prendere casa anche a Verona, per stare vicino a suo figlio: e io le dicevo fai bene, lascia la casa a Milano e vai a Verona, poi quando vuoi vieni a stare da me”.

"Dovevamo partire insieme per la Francia"

L'ultimo messaggio vocale di Carol è datato 10 gennaio: tempo poche ore e la ragazza verrà uccisa. “Dovevamo partire insieme per andare in Francia – continua Salvatore Gualdo – e ci sono rimasto male quando non mi ha più risposto. Scusa ho voglia di restare sola, mi ha scritto. E quando le ho chiesto come stava, mi disse che dormiva tutto il giorno. Abbiamo anche litigato, per messaggi. Ma invece era lui che mi scriveva”. Per più di due mesi, circa 70 giorni, è sempre stato Davide Fontana a utilizzare il telefono di Carol. “Non si interessava di niente se non di averla con lui – dice ancora Gualdo parlando di Fontana – e quando sapeva che non era sola, si metteva in mezzo. Mi ero anche arrabbiato con lui, gli dissi di lasciarla stare”.

La macabra confessione di Davide Fontana

Sullo sfondo la macabra confessione di Fontana, nero su bianco in tre diversi interrogatori. “Dovevamo fare due video, il secondo era molto violento – si legge nel verbale della confessione – L'ho legata al palo da lap dance con del nastro telato nero e un sacchetto nero sulla testa. Era nuda, le ho legato anche i piedi, le ho messo un pezzo di nastro anche sulla bocca. Ho preso un martello e ho iniziato a colpirla su tutto il corpo: ho cominciato dalle gambe, poi arrivato alla testa ho cominciato a colpire forte, non sono bene perché. Lei si muoveva e io continuavo a colpirlo. Le ho tolto il cappuccio, credo fosse già morta, ma non sapendo che altro fare le ho tagliato la gola con un coltello da cucina. Un atto di pietà. Lo stesso giorno ho comprato un'accetta e un seghetto al Bricoman di Rescaldina, ci sono andato con la sua Fiat 500. Poi l'ho slegata e ho cominciato a farla a pezzi. I resti del corpo li ho messi in 5 sacchi neri e li ho lasciati in camera da letto. Infine ho acquistato online un freezer a pozzetto, che ho installato a casa sua”. Come in un film dell'orrore. 

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