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Questione di movida: il Carmine conteso, gli infuriati e i contenti

Questione di punti di vista? Non si placa la polemica sulla movida del Carmine, e alle critiche dei residenti stanchi e indignati spunta un appello dei residenti contenti. Il Comune intanto cerca una mediazione

Chissà se la pioggia porterà consiglio, e se la movida del Carmine anche in un week end bagnato farà scorrere fiumi di polemiche. In effetti se ne parla da un po’, le cose sono cambiate ma non troppo, c’è chi storce il naso e chi si fa una grassa risata, chi non ne può più e chi invece la prende con filosofia, e magari si fa pure lui un giro tra vicoli e vie. Non centro BresciaIn e Quadra Quarta, associazioni di cittadini e residenti del centro storico che da tempo portano avanti una campagna “per il diritto al riposo, e per una movida che rispetti le più elementari e civili regole di convivenza”.

A mezzo stampa nelle scorse settimane i rappresentanti delle due associazioni non hanno escluso la possibilità di presentare una vera e proprio lista civica, con un programma preciso “che possa portare ad un significativo miglioramento della situazione”. Sono tre i punti cardine del nuovo movimentismo anti-movida: educazione, rispetto delle leggi, fermezza. “Avete mai provato a non poter ascoltare la televisione neanche a porte chiuse? – scrivono da BresciaIn – A non riuscire a dormire fino alle 3 di notte, a non poter parlare a tavola, a non poter avere ospiti? E questo a casa vostra, per almeno cinque giorni a settimana”.

“Da mesi i cittadini di parecchie zone della città subiscono tutto questo in nome di un paventato rilancio di quartieri, in nome di una falsa città viva. E si permettono schiamazzi, blocchi stradali, trasformazioni di vie, vicoli e piazze in bagni a cielo aperto”. Non solo al Carmine dunque, ma anche a Piazza Arnaldo, ed ecco che il gruppo prende forma, e il nome è più che esplicativo perché si riferisce al già citato diritto al riposo: “Vogliamo dormire”. Proprio in questo week end dovrebbero cominciare, pioggia permettendo, le riprese in diretta della movida alla bresciana, da diffondere poi in rete con apposito canale YouTube.

Per fortuna (o purtroppo, vedete voi!) c’è anche l’altra metà del cielo, e in rete da pochi giorni circola un appello di quelli che si dicono “residenti contenti”. Tutto nasce da un gruppo di Facebook, provvisoriamente ‘migrato’ ma che presto tornerà alla carica: “Il quartiere Carmine è tornato a vivere – si legge nel virtual documento – Nei locali e per strada gli abitanti del centro storico si mescolano ad universitari, a giovani e adulti che escono la sera, e non soltanto in occasione delle notti bianche”. C’è poi un riferimento a chi parla dei troppi spacciatori, “ma chi li cerca li trova, con o senza movida”, o al parcheggio selvaggio, “una buona occasione per rimpinguare le casse comunali attraverso multe dissuasive”.

Un punto di vista diametralmente opposto, a riprova che la convivenza umana a volte è fatta pure di compromessi. “Giovani europei in Erasmus che vengono ad ascoltare gruppi italiani che suonano nei locali – continuano i residenti contenti – giovani che fanno una partita a briscola con gli anziani del quartiere.. Non è con la chiusura di un’esperienza di socialità che Brescia può aspirare a diventare una città universitaria, ma con l’esercizio della tolleranza e del rispetto reciproco, con l’educazione e non con la repressione”. Ai posteri l’ardua sentenza, nei prossimi mesi sicuramente se ne parlerà ancora, e ancora. Aspettiamo intanto i filmati di YouTube, mentre dall’amministrazione comunale arrivano propositi di mediazione.

Chiudiamo infine il nostro viaggio nel Carmine di oggi e di domani con le parole di un bresciano che l’Italia ci invidia: “Il Carmine? Un quartiere in cui ritrovi il mondo, sembra di essere a New York. E questo è il futuro. E’ sempre più probabile che Brescia vada ad assomigliare a New York che il contrario. E i problemi di sicurezza, ma quando mai”. L’ha detto Fabio Volo, quasi un anno fa.

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