Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Sesso con le allieve: "Le ha manipolate distruggendo la loro adolescenza"

Le motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Brescia, che ha condannato il maestro di karate Carmelo Cipriano a 9 anni e 2 mesi di carcere

Foto d'archivio

Si fidavano del loro maestro di karate che le ha manipolate per ottenere ben altro che prestazioni sportive di alto livello: con molte delle sue giovanissime allieve ha consumato rapporti sessuali,  anche di gruppo.

Adolescenze rubate, danni psicologici ed emotivi di enorme portata che i giudici della Corte d'appello di Brescia hanno 'quantificato' nella condanna a nove anni e due mesi inflitta a Carmelo Cipriano, il maestro di karate lonatese ritenuto responsabile di aver consumato rapporti sessuali con alcune delle sue allieve, ancora minorenni, proprio all'interno della palestra dirigeva.

Cipriano ha distrutto la loro adolescenza

"Vi è stato un notevole inquinamento e corruzione della personalità delle vittime". Scrive il presidente della Corte, specificando che: "Cipriano ha consapevolmente scelto di trasmettere alle allieve ben altri insegnamenti rispetto a quelli dello sport, corrompendone la personalità e distruggendo la loro adolescenza, in una fase assai difficile di crescita e formazione delle giovani persone offese" .

Il maestro ha sempre ammesso i rapporti sessuali consumati, precisando però di aver instaurato con le ragazzine dei veri e propri rapporti sentimentali. Di tutt'altro parere i giudici della Corte d'Appello: "L’iniziativa veniva sempre presa da Cipriano con adescamenti pressanti, utilizzando l’evidente ascendente sulle giovani - e a volte giovanissime - allieve che aveva il suo ruolo di maestro di karate."

Un abile manipolatore

Un abile manipolatore, è questo il profilo di Cipriano che emerge leggendo le motivazioni della sentenza di condanna.

"Ha avuto gioco facile sulle giovani allieve che ha manipolato sapientemente al fine del raggiungimento dei suoi scopi sessuali. Tutte le giovani - scrivono i giudici - hanno infatti descritto l’abile attività manipolatoria posta in essere dall’imputato". 

Il caso era scoppiato a seguito della denuncia e della confessione di una delle sue vittime, la giovane Giada Fusaro, ragazza che all'epoca del primo adescamento, avvenuto durante un pigiama party organizzato proprio all'interno della palestra, aveva solo 12 anni. Ha raccontato di abusi reiterati nel tempo, e che poi successivamente avrebbero coinvolto altre ragazze, ancora minorenni.

In carcere il maestro di karate sta effettuato un percorso psicologico. "Un fatto che appare recessivo - si legge nelle motivazioni della sentenza- rispetto all'enorme danno cagionato alle ragazzine che hanno visto turbato il loro normale sviluppo psicologico, emotivo e sessuale".

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