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Covid e farmaci letali: "Nessuna pietà, indotta una penosa morte per soffocamento"

E' ancora ai domiciliari il primario (sospeso) del pronto soccorso di Montichiari: venerdì è stato fissato l'interrogatorio di garanzia per Carlo Angelo Mosca, accusato di omicidio

Sul tavolo di Procura e Carabinieri sarebbero già arrivate nuove segnalazioni, a firma di parenti di pazienti deceduti in ospedale a Montichiari, che chiedono approfondimenti sulla morte dei loro familiari: tutto questo a poche ore dalla notizia dell'arresto di Carlo Angelo Mosca, il primario (già sospeso dal suo incarico) del pronto soccorso accusato di duplice omicidio volontario pluriaggravato e falso in atto pubblico, attualmente agli arresti domiciliari nella sua casa di Mantova.

Malati di Covid ma uccisi dal medico? L'inchiesta

E' stato arrestato lunedì, su indicazione del Gip Angela Corvi e al termine delle indagini dei Nas, il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, coordinate dai magistrati Federica Ceschi e Corinna Carrara. Ad oggi sono solo due i pazienti Covid deceduti per cui parrebbe ci sia stato l'intervento di Mosca: il 61enne Natale Bassi di Ghedi e il 79enne Angelo Paletti, morti a Montichiari tra il 20 e il 22 marzo, nel pieno della prima ondata.

Secondo l'accusa Mosca avrebbe somministrato ai due dei farmaci letali, in particolare Succinilcolina e Propofol, utilizzati in anestesia quando i pazienti devono essere intubati e preparati alla ventilazione meccanica. Non è andata così per Bassi e Paletti, che invece sarebbero morti a poche ore dalla somministrazione. A denunciare l'accaduto un operatore sanitario dipendente dell'ospedale.

Le intercettazioni e l'ordinanza del Gip

Dai successivi accertamenti sono emerse alcune intercettazioni in cui gli infermieri già definivano “pazzo” il dottor Mosca, rifiutandosi di somministrare le dosi che lui avrebbe chiesto. Almeno in una occasione il primario avrebbe anche chiesto agli infermieri di lasciarlo da solo con il malato (forse per compiere l'iniezione che si rivelerà poi letale?). Nell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip, si legge di “volontà di uccidere”, e di una condotta portata a termine per “liberare letti e risorse” nei giorni più difficili della prima ondata.

Ordini anomali di Propofol e Succinilcolina

Nessuna pietà, riferisce ancora il giudice nell'ordinanza: "Non si può ritenere che Mosca abbia agito dietro consenso delle vittime o comunque per finalità pietistiche se solo si considera che egli somministrava loro un preparato che paralizza i muscoli ma non agisce in alcun modo sullo stato di coscienza, provocando così una penosa morte per soffocamento". Oltre alle segnalazioni arrivate in questi ultimi due giorni, gli inquirenti erano già al lavoro per il decesso (sospetto) di altri tre pazienti. E' stato inoltre verificato, a Montichiari, un insolito incremento nell'acquisto dei farmaci Propofol e Succinilcolina: quelli che sarebbero stati utilizzati da Mosca per uccidere i pazienti.

Dal canto suo, il medico nega ogni accusa e tramite i suoi legali ribadisce di non aver mai somministrato quei farmaci a quei pazienti, e comunque di aver sempre agito con l'intento di salvare delle vite umane, e non di cessarle. Tempo un paio di giorni e potrà ripetere la sua versione davanti al giudice: l'interrogatorio di garanzia è fissato per venerdì mattina.

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