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Cronaca Montichiari

Farmaci letali ai malati Covid, assolto medico bresciano: "Ora rivoglio il mio posto"

Carlo Mosca era accusato di omicidio volontario: la Corte d'Assise di Brescia lo ha assolto perché "il fatto non sussiste"

È stato assolto, con formula piena, l'ex primario del pronto soccorso di Montichiari, Carlo Mosca. La sentenza della Corte d'Assise di Brescia è arrivata nella serata di venerdì e ha chiuso il processo di primo grado a carico del medico, mettendo immediatamente fine alla misura cautelare a cui era sottoposto. Mosca si trovava infatti ai domiciliari dal 25 gennaio del 2021, quando era stato arrestato con l'accusa di aver ucciso tre pazienti del pronto soccorso di Montichiari: Natale Bassi (61 anni di Ghedi), Angelo Paletti (79 anni di Calvisano) ed Ernesto Nicolosi (80 anni di Carpenedolo).

Le richieste dell'accusa

Era accusato di aver iniettato ai tre pazienti farmaci, come Propofol e Succinilcolina, provocando la loro morte. Tali medicinali, infatti, andrebbero utilizzati solo in anestesia o in pazienti intubati e indotti al coma: provocano il blocco dei muscoli e senza assistenza scatenano un arresto respiratorio. Durante la requisitoria, il pm Federica Ceschi aveva chiesto l'assoluzione per la morte di Nicolosi e la condanna a 24 anni per quella degli altri due degenti. Nei corpi di Bassi e Paletti l'autopsia aveva infatti rilevato la presenza di Propofol e Succinilcolina.

La sentenza

Dopo oltre due ore di camera di consiglio, la Corte d'Assise ha assolto il professionista perché "il fatto non sussiste". Le indagini erano scattate dopo la denuncia sporta alle autorità da due infermieri del nosocomio, che accusavano il medico di aver iniettato farmaci letali ai pazienti. La circostanza, sempre negata dall'ex primario, è stata smentita nel corso delle udienze da altri infermieri e medici del pronto soccorso. Al termine del processo è stato disposto anche il trasferimento degli atti in procura per calunnia per le posizioni dei due infermieri che per primi avevano accusato il medico. 

"Tornerò a lavorare a Montichiari"

Ai cronisti che lo attendevano fuori dall'aula, Mosca ha espresso soddisfazione per la sentenza e comunicato l'intenzione di voler tornare presto in corsia : "La verità è venuta fuori: i periti sono riusciti a dimostrare in modo scientifico l'assenza di Propofol nel cervello dei pazienti e quindi la somministrazione post mortem. Ritornerò a lavorare a Montichiari: rivoglio il mio titolo, perché me lo sono guadagnato con le mie forze e tornerò  anche a insegnare all'università". 

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