Cronaca

Prostitute sfruttate come schiave, ed erano anche usurai: 9 persone in manette

Il blitz dei militari nella mattinata di mercoledì

Maxi-operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, in scena proprio in queste ore: su indicazione del Gip di Brescia, a seguito di richiesta della Direzione distrettuale antimafia, sono state arrestate sette persone, di cui 3 in Italia e 4 in Romania. Di fatto è il secondo tempo dell'indagine denominata “Bergamo” che nel giugno di due anni fa aveva portato allo smantellamento di un gruppo criminale che operava da anni sulla tratta Romania-Lombardia, trasferendo in provincia di Bergamo giovani ragazze poi destinate alla prostituzione su strada.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono proseguite anche mentre già si concludevano i processi a carico degli otto imputati della prima operazione. Gli approfondimenti dei militari si sono concentrati, in particolare, sulla ricostruzione dei patrimoni illeciti accumulati dai membri dell'organizzazione, pervenendo ad accertare l'esistenza e l'operatività di un'ulteriore rete criminale. Dalle intercettazioni (telefoniche e ambientali), oltre che da svariate testimonianze, è emerso che gli indagati prestavano denaro con tasso d'interesse fino al 30% mensile alle prostitute su cui avevano il controllo, ai loro compagni e protettori, ad altri soggetti loro connazionali, ottenendo in garanzie dalle vittime proprietà immobiliari e autoveicoli.

Chi sono gli arrestati

All'apice dell'organizzazione, riferiscono i carabinieri, figurano M.C.A (classe 1976) e F.R.C, classe 1994: sono entrambi in carcere dal 2019. Collaboravano con loro anche F.M. (classe 1974), madre di R.C. (già arrestata nel 2019 in Romania), B.F.N. (classe 1993) nonché i familiari più stretti tra cui la moglie M.M.A. (classe 1981), la sorella H.G. (classe 1977) e i suoceri M.P. (classe 1955) e M.M. (classe 1964). Questi ultimi erano impegnati sia nell'erogazione dei prestiti usurai che nella riscossione degli interessi, dalle operazioni bancarie di riciclaggio all'intestazione fittizia dei beni immobili acquisiti con i profitti delle attività illecite.

In esito alle indagini patrimoniali, il Gip di Brescia ha disposto il sequestro di 3 appartamenti e 2 garage (valore 150mila euro), di 6 terreni agricoli (55mila euro) sempre in Romania, di diversi conti correnti in Italia, Romania e Germania (oltre 80mila euro): oltre a questo anche 2 appartamenti e un garage nella Bergamasca (a Bonate Sopra e Seriate) erano già stati sequestrati nel 2019, insieme a denaro contante per circa 40mila euro.

Identificate almeno 20 vittime

In tutto sono 9 i soggetti arrestati, di cui 7 partecipi dell'associazione a delinquere dedita ai reati di usura, riciclaggio, autoriciclaggio e fittizia intestazione di beni e gli altri 2 in quanto partecipi all'associazione criminale dedita alla tratta di esseri umani ai fini di prostituzione. Sarebbero almeno una 20 le vittime per ora identificate dai carabinieri: la maggior parte di queste vivono in provincia di Bergamo, altre in Romania. Nel caso delle prostitute sfruttate, i prestiti venivano richiesti sia per sopperire ai sistematici taglieggiamenti a opera dei loro sfruttatori, che per far fronte alle più elementari esigenze di vita.

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