Capriolo: interviene per placare un lite, baby sitter accoltellata

Violentissima lite famigliare ieri in una palazzina del centro. Il marito armato di coltello ha minacciato di lanciare moglie e bimbo di sei anni dal balcone. La baby sitter 19enne è intervenuta in difesa della donna, intervento che le è costato due coltellate

Foto di repertorio

CAPRIOLO - Come una furia: minacciava di buttare il figlio di sei anni dal balcone, e pure la moglie. Tutto dinanzi alla figlia di dieci anni, terrorizzata e immobile. Fino a quando l'ira si è scagliata contro la baby sitter, rea di aver cercato di sedare la lite e di portare in salvo moglie e figlioletto: è stata accoltellata.

Provviedenziale l'intervento dei Carabinieri di Capriolo per arginare le conseguenze di una violenta lite familiare che rischiava di finire in tragedia in una palazzina del centro del paese.

È da poco passata l'ora di pranzo quando l'uomo di casa, operaio romeno 35enne, si staglia dinanzi alla moglie, 29enne pure romena - che ha chiesto il divorzio, visto che il rapporto era difficile da tempo, e lei aveva già denunciato il marito per percosse - armato di coltello. Con loro, in casa, la baby sitter, giovanissima: è del 1996. 

Nonostante abbia solo 19 anni, la baby sitter interviene senza indugia a difesa della donna, e diventa lei stessa bersaglio della furia dell'uomo che la colpisce con due fendennti alla schiena.

A quel punto l'uomo trascina la moglie sul balcone e minaccia di lanciarla nel vuoto. Lei fugge, riesce a chiedere aiuto e in breve arrivano i Carabinieri. Si trovano dinanzi l'uomo ancora in preda alla follia: tra le sue braccia, sospeso nel vuoto oltre il parapetto del balcone, tiene il figlioletto di sei anni.

La trattativa degli uomini dell'Arma è delicata e complicata. Fino a quando il maresciallo e i suoi uomini, distraendo l'uomo, gli volano addosso salvando il bimbo - illeso - mentre la baby sitter viene trasportata al Mellino Mellini di Chiari, dove dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita, e la sua prognosi è di 25 giorni. 

Dopo le denunce da parte della donna, l'uomo non dormiva con la famiglia, ma al piano superiore. 

Per il 35enne invece sono scattate le manette: è accusato di tentato omicidio. Ora è in carcere a Canton Mombello. 

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