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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca Capovalle

Già 20 denunce e un arresto, bracconiere bresciano di nuovo nei guai

In pochi mesi respinti due ricorsi in Cassazione

Altro ricorso respinto in Cassazione per il bracconiere bresciano di Capovalle che, come riferisce la Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, nella sua “carriera” avrebbe già ricevuto una ventina di denunce (e un arresto). L'ultima delibera della Corte di Cassazione respinge il ricorso del cacciatore contro la condanna in primo grado già confermata in Appello alla fine di novembre del 2020.

La nota della Lac

“La condanna originaria, tra l'altro con maltrattamento di richiami vivi – scrive la Lac Brescia – era a 8 mesi di reclusione e al risarcimento della parte civile, poi è stata maggiorata nella parte economica dopo la sentenza d'appello. Essendo quest'ultima resa definitiva dalla Cassazione ci aspetteremmo, finalmente, che questo orgoglioso saccheggiatore dell'avifauna, questo fiero organizzatore di ripetute sagre di spiedi illegali e messe della Madonna del buon bracconiere nel suo roccolo abusivo al Monte Manos (mai demolito dal Comune nonostante le nostre reiterate richieste) finisse finalmente in galera”.

La Lac segnala che il detto bracconiere sarebbe già stato “arrestato in passato per la quantità di reati venatori accumulati e al centro di procedimenti penali ancora in corso”: ai primi di dicembre la Cassazione aveva confermato anche un'altra condanna nei suoi confronti, a 10 mesi di reclusione (e 400 euro di multa) per “contraffazione di strumenti destinati alla pubblica autenticazione per uso di anelli farlocchi ai richiami vivi, con alterazione dei dati incisi e riportanti un anno di nascita degli uccelli esageratamente incompatibile con l'aspettativa di vita degli stessi”.
 

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