Giovani stranieri sfruttati nei campi e pagati in nero: in manette due imprenditori

Sono stati arrestati dalla Polizia Locale gli imprenditori Cristiano Gallizioli e Cristian Zaninelli, titolari della Demetra srl: insieme a loro in manette anche il caporale indiano

Pagati meno di 5 euro l'ora, ovviamente in nero, fino a otto ore di lavoro giornaliere con una sola pausa da dieci minuti e una brioche come pranzo: sono queste le evidenze dell'inchiesta che negli ultimi mesi ha smascherato lo sfruttamento di decine se non centinaia di lavoratori, e che ha portato agli arresti di Bablu Bablu, il “caporale” indiano di 34 anni che si occupava del reclutamento di giovani stranieri in difficoltà, anche richiedenti asilo, e degli imprenditori bresciani Cristiano Gallizioli e Cristian Zaninelli, titolari della società Demetra srl.

Un'organizzazione radicata che è stata smascherata dagli agenti della Polizia Locale di Montichiari, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm Ambrogio Cassiani e che al momento si conclude con le ordinanze di custodia cautelare firmate dal Giudice per le indagini preliminari Giulia Costantini.

Le indagini della Polizia Locale

Tutto è cominciato lo scorso settembre, quando gli agenti della Locale erano intervenuti in un'azienda agricola della zona in cui venivano sfruttati alcuni richiedenti asilo. A margine del blitz, venne immediatamente arrestato il titolare dell'azienda: insieme a lui erano finiti in manette anche due indiani, che facevano i “caporali”.

Ma era solo la punta dell'iceberg. Il prosieguo delle indagini ha fatto poi emergere le responsabilità degli imprenditori Gallizioli e Zaninelli, cosiderati le menti che avrebbero gestito il “traffico” di lavoratori stranieri sottopagati, appunto meno di 5 euro l'ora, e che lavoravano in collaborazione con Bablu, considerato invece il loro braccio operativo.

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Gli arresti per capolarato

Sono stati tutti arrestati con l'accusa di caporalato: adesso rischiano fino a 6 anni di carcere, e multe fino a 1000 euro per ogni lavoratore reclutato illecitamente. I giovani operai agricoli sarebbero stati sfruttati in diverse aziende della provincia di Brescia, sul lago d'Iseo e nella Bassa, in alcune tenute vinicole della Franciacorta: venivano mandati nei campi con strumenti di lavoro rudimentali, pagati circa la  metà di quanto dovuto, e spesso senza alcun tipo di contratto.

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