"Tante persone hanno perso la casa e ci lasciano i loro cani"

Il rifugio "Le Muse" di Rezzato ospita una quarantina di cani pronti per l'adozione. Nell'ultimo anno i volontari dell'associazione hanno ricevuto una marea di richieste, numeri mai registrati in precedenza. Ad alimentare il fenomeno dell'abbandono la crisi e la caccia

Puffetta, uno dei cani delle Muse di Rezzato che cercano casa - Copyright © Bresciatoday

L'estate è sempre stata la stagione peggiore per gli animali da compagnia. Per i Gatti, ma  soprattutto per quei cani che venivano scaricati, come fossero mobili vecchi e rotti, ai bordi delle strade e delle autostrade in direzione mare, laghi e montagne.
Con l'introduzione del microchip, e le campagne di sensibilizzazione, i reati di abbandono di animali sembrano essere calati.  Ma un altro fattore, molto meno controllabile, incide parecchio anche sulla vita degli amici a quattro zampe. La lunga mano della crisi non ha risparmiato i cani.

Chi ne possiede uno, conti alla mano, sa quanto le spese, soprattutto sanitarie, per il proprio animale domestico incidano sul budget familiare. I costi più cospicui sono quelli per il veterinario. Per farci un'idea sulle ragioni che spesso inducono, a malincuore, molte famiglie a liberarsi del proprio fedele amico, siamo andati al rifugio “Le muse” di Rezzato. Un'associazione che sta in piedi grazie all'autofinanziamento e alle donazioni. A pochi metri dall'uscita di Rezzato della tangenziale Sud Silvia, Alessia ed un'altra decina di volontari si prendono cura di una quarantina di cani che non hanno più una famiglia.

Ci arrivano una marea di richieste – esordisce Silvia, responsabile dell'associazione - . Quest'anno abbiamo ricevuto 34 domande per accogliere altrettanti cani. In 10 anni di attività non abbiamo mai avuto così tante richieste. A causare il rialzo è, soprattutto, la crisi. Vengono molte persone che hanno perso il lavoro e non hanno più una casa, quindi sono costrette ad andare nei dormitori, dove gli animali non sono ammessi. Poi ci sono gli anziani: quelli che con la pensione non riescono a coprire le spese veterinarie dei propri compagni a 4 zampe e quelli che non riescono più a gestirli e sono costretti a disfarsene. Infine quelli che si separano e nelle nuove case non hanno lo spazio per il proprio animale e I giovani che devono emigrare per trovare un lavoro. Insomma, il primo a risentire della crisi economica nelle famiglie è il cane. “

Il destino più triste capita spesso ai cani da caccia. Ce se sono tanti al rifugio “le Muse”. Puffetta e Hunter hanno 13 anni e non sono più utilizzabili per l'attività venatoria, così i loro padroni, dopo averli usati per il loro passatempo, li hanno scaricati. Come fossero dei ferri vecchi.

Ma poteva anche andargli peggio, come racconta Silvia: “Tra i cacciatori c'è ancora una mentalità molto vecchia. Per loro i cani sono solo strumenti da lavoro e quando diventano anziani e non servono più se ne disfano. Alcuni li fanno sopprimere, altri li portano nei campi e gli sparano mentre corrono. Noi cerchiamo di salvarli e di portarli qua da noi. Sono dei meravigliosi animali da compagnia e sono molto affettuosi. Sono i cani più idonei per le famiglie con i bambini.” Per informazioni e adozioni: associazionelemuse.com

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