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Immagine di repertorio

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Botte a compagna e figlia, condannato giovane padre di famiglia

Oltre alle minacce e ai maltrattamenti, l'uomo costringeva la sua donna ad avere rapporti con altri partner. Pesanti le avances rivolte a un'amica della figlia

Un'esistenza di dolore, fisico e psicologico, che da ora in poi potrà finalmente cambiare direzione. È stato condannato a nove anni e sei mesi di carcere il padre di 40 anni di Calvisano accusato di maltrattamenti e abusi sessuali nei confronti della figlia, da poco maggiorenne, e della compagna. La pena è stata inflitta dal Tribunale di Brescia - che ha altresì previsto un risarcimento di 50mila euro per la donna e 25mila per la ragazza - nel processo di primo grado conclusosi ieri. 

L'uomo per molti anni, fin da quando la compagna era incinta, ha maltrattato e picchiato la donna, costringendola in alcune occasioni ad avere rapporti sessuali con sconosciuti. Una volta diventata grande la figlia, i maltrattamenti e le violenze non hanno risparmiato neppure lei: schiaffeggiate, strattonate, prese per i capelli, minacciate (una volta l'uomo ha puntato un coltello alla gola della donna, un'altra ha cercato di investire con l'auto la figlia), madre e figlia sono state costrette a subìre gli umori del padre-padrone per molti anni, fino a che la figlia ha trovato il coraggio di denunciare tutto. 

Nelle grinfie del 40enne era finita anche un'amichetta della figlia, alla quale l'uomo faceva pesanti avances quando questa si fermava a dormire a casa sua, spedendole foto hot e messaggi vocali inequivocabili. La ragazzina aveva all'epoca 14 anni. 

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