Usava l'auto di servizio per andare a divertirsi, nei guai poliziotto della Locale

E' stato condannato a due anni e tre mesi, in via definitiva, l'agente della Polizia Locale accusato di peculato quando era in servizio a Brescia

Foto d'archivio

E' stato condannato a due anni e tre mesi, in via definitiva, l'agente della Polizia Locale attualmente in servizio a Calvisano accusato di peculato quando invece lavorava per il Comune di Brescia. All'epoca, a detta dell'accusa e oggi anche della sentenza di Cassazione, dopo il primo grado e l'appello, il poliziotto avrebbe utilizzato l'auto di servizio per motivi personali, per varie commissioni e pure per svago.

Avrebbe infatti utilizzato l'auto della Polizia Locale anche per “svago”. La segnalazione era partita proprio dai suoi colleghi. Le indagini hanno poi successivamente ravvisato qualche evidente responsabilità, reiterata in più occasioni nel tempo. Tanto da far scattare le accuse e poi il processo per peculato.

La condanna e la procedura disciplinare

La condanna in primo grado è stata confermata anche dalla Corte di Appello, e solo poche ore fa anche dalla Corte di Cassazione: come detto ora è davvero definitiva, a 2 anni e 3 mesi di reclusione. 

Finita la parte giudiziaria penale, rimane aperta a suo carico una procedura disciplinare in ambito lavorativo. L'agente è stato temporaneamente sospeso dal servizio: dovrà essere giudicato da apposita commissione. Non si esclude il suo licenziamento.

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