Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Calcioscommesse: «Appena vedo spacco Caracciolo». Sculli ricatta Toni?

Continua l'inchiesta sullo scandalo calcioscommesse della procura di Cremona. Dalle carte emerge una telefontata del pregiudicato Setef Altic - amico di Sculli - che, durante Sampdoria-Brescia del 10 aprile 2011, impreca: "Appena vedo spacco Caracciolo". Gli inquirenti ipotizzano anche un tentativo di estorsione ai danni di Luca Toni da parte di Sculli attraverso foto compromettenti

Altre partite di Serie A su cui Setef Altic, bosniaco pregiudicato per droga e amico del genoano Giuseppe Sculli, avevano messo gli occhi. Un tentativo di ricatto all'ex Nazionale Luca Toni, che nel Genoa aveva militato, perché Sculli minacciava di mettere in circolazione sue (presunte) foto compromettenti perché in atteggiamento disinibito con delle ragazze.

Le carte dell'inchiesta cremonese sul calcioscommesse, oltre a raccontare del malcostume dei match truccati, descrivono anche un quadro in cui non mancano i colpi bassi tra ex amici e compagni di squadra.

Altic dimostra di essere interessato a due partite di Seria A del 2011: "Il giorno 10 aprile 2011 - scrivono gli agenti della squadra mobile di Cremona e dello Sco - Altic Safet discute della partita Sampdoria-Brescia, valevole per il campionato di calcio di seria A; quando la partita è ancora in corso sul risultato di 2-2, Altic, evidentemente stizzito dal risultato, parlando al suo interlocutore, tale 'Massi', non compiutamente identificato, successivamente identificato in Leopizzi Massimo (ultras del Genoa implicato nei disordini al Marassi del 22 aprile scorso), impreca: '... appena vedo spacco Caracciolo...'".

- «Per manipolare Brescia-Mantova ci hanno pagato 60.000 euro»

Poi la partita evolve a favore del Brescia (3 a 2) e Altic sembra soddisfatto: "'...quest'anno ti vestirai da cardinale ...', facendo riferimento a guadagni significativi". Altra telefonata: il bosniaco è diretto a Roma, il 30 aprile dell'anno scorso, e con un altro parla di Napoli-Genoa: "Che vedi a fare la partita tanto ha già vinto il Napoli..."; L'altro risponde: "...meglio vederla".

A dimostrazione, però, dei rapporti umani degradati tra calciatori, agli atti c'é un'altra intercettazione da cui gli investigatori desumono un tentativo di estorsione ai danni di Luca Toni. "Sculli (Beppe) - scrIvono gli agenti - nella circostanza asserisce di essere in possesso di foto compromettenti del collega che lo ritraggono in atteggiamenti intimi con alcune ragazze e che le foto possono essere utilizzate per '... forzare ...', eventualmente, la volontà del calciatore nel caso in cui lo stesso non si fosse dimostrato accondiscendente su alcune richieste".

Sculli "aggiunge, inoltre, che le stesse (foto) potrebbero, alla bisogna, essere inviate e fatte recapitare ad amici e conoscenti di Toni, tra i quali citano anche, quale possibile destinataria, la compagna del calciatore". Nella telefonata i due chiamano Toni 'Peperone'. Altic attacca: "E che dice Peperone ieri?".

Sculli: "Peperone è qua ancora...ti giuro qua stasera lo vedo é rimasto qui. Il coglione. E' qui. Mamma che coglione. ha detto Carabinierovic ho detto se ti piglia Carabinierovic ...si incazza ehh? ho detto guarda che le foto le ha ancora lui no? ti prego...". Il bosniaco prega il genoano di non far sapere di non avere le fotografie. Sculli ribatte: "No ma io ce le ho davvero le foto". Altic se la ride: "...merda...tienile comunque...se non siamo più amici con questo peperone".


(fonte: Ansa)

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