Nel capannone una montagna di rifiuti: sotto sequestro discarica abusiva

Ammassati all’interno dell’area di stoccaggio, scovata a Calcinato, migliaia di rifiuti tecnologici, televisori, batterie e rottami. Gli scarti venivano poi contrabbandati in Africa

L'aera messa sotto sequestro dai carabinieri forestali di Brescia

Colpo grosso al traffico internazionale di rifiuti. Nella rete dei carabinieri forestali di Brescia è finito un centro abusivo di stoccaggio di scarti speciali: migliaia di scorie tecnologiche erano stipate all’interno di un capannone isolato nel territorio di Calcinato.

Scarti tecnologici destinati alle discariche africane

All’intero dell’area sono stati trovati migliaia di rifiuti tecnologici obsoleti: monitor, pc, stampanti, televisori a tubo catodico, carcasse di pneumatici, batterie esauste, rottami ferrosi ed elettrodomestici non bonificati. Materiale probabilmente rubato nelle isole ecologiche dei comuni e poi ricettato: veniva periodicamente caricato, e ben nascosto tra la merce legale, in appositi container per essere poi spedito nei paesi del Nord Africa.  

Il destino dei rifiuti era probabilmente una delle discariche a cielo aperto del Ghana, dove lavorano almeno 70mila persone, la metà dei quali sono bambini impiegati per estrarre, a mani nude, dagli scarti le materie prime che hanno ancora un valore commerciale (ferro, alluminio e rame).

Sequestrati due container colmi di rifiuti pericolosi

I militari, coordinati dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, hanno seguito l’intenso traffico illecito per ben 5 mesi, grazie all’impiego di sistemi di videosorveglianza. Le telecamere hanno consentito di risalire agli autori dei reati: si tratta di due cittadini nordafricani di 41 e 42 anni. Al termine delle indagini sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari uno, dell’obbligo di firma l’altro.

Non solo, l’attività ha portato al sequestro di due dei container colmi di rifiuti pericolosi: sono stati fermati al porto di Genova, prima che partissero per il Ghana.

Doppio guadagno a spese dell'ambiente

In buona sostanza i due uomini raccoglievano rifiuti per poi immetterli nuovamente sul mercato, sottraendoli di fatto alle operazioni di smaltimento previste dalla legge. Un’attività illegale che consente un doppio guadagno: “A chi si disfa dei materiali per il mancato smaltimento e a chi organizza le spedizioni - spiegano in una nota i carabinieri forestali -, poiché ricava proventi dalla vendita per il riutilizzo nei Paesi in cui tali scarti possono essere commercializzati.”

L’inchiesta non è finita: ora le indagini si concentrano sugli eventuali basisti che operavano nei paesi africani, ma puntavo pure ad individuare i ricettatori di rifiuti nel territorio Bresciano.  

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