Cronaca

Giovane nomade ucciso: arrestato il padre di Francesca Manca

Il padre della ragazza trovata morta a Montichiari nella sua auto il 21 settembre ha confessato di aver individuato nel gruppo nomade i responsabili della morte della figlia: avrebbe sparato solo come gesto intimidatorio

Due gialli risolti in una volta sola. E' questi il risultato delle indagini sulla morte di Ionut Iamandita, il 18enne romeno ucciso a Calcinato mercoledì sera.

LUCIANO MANCA DEVE RESTARE IN CARCERE: IL GIP CONFERMA IL FERMO

Secondo gli inquirenti, a sparare sarebbe stato il padre di Francesca Manca, la ragazza trovata senza vita in un parcheggio della Fascia d’Oro lo scorso 21 settembre: è stato fermato nella notte dai carabinieri della compagnia di Desenzano. Luciano Manca ha confessato di aver individuato in un gruppo di nomadi i responsabili della morte della figlia, decidendo poi di farsi giustizia da solo.

"Ha sparato verso una luce proveniente da una baracca all'interno del campo nomadi, senza mirare a qualcuno in particolare ma con l'intenzione di intimidire la gente del campo, perché non accadesse ancora quello che era successo alla figlia Francesca". Così all'uscita dal carcere di Brescia l'avvocato Maddalena Grassi.

La causa della morte della figlia fu overdose. L'uomo, che ha sparato al ragazzo con un fucile da caccia, si trova ora nel carcere di Brescia. Il 18enne romeno era già conosciuto dalle forze dell'ordine, ma non sarebbe lui lo spacciatore che ha venduto la dose fatale alla 28enne di Montichiari.

IL GIALLO DELLA MORTE DI FRANCESCA MANCA

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