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Cronaca Calcinato

Presunti maltrattamenti in palestra, una mamma: "Accanimento nei confronti dell'allenatrice"

Parla la mamma di una ragazzina che frequentava l’accademia di ginnastica ritmica Nemesi di Calcinato, finita nel mirino degli inquirenti per i presunti maltrattamenti perpetrati dalla responsabile del centro. 

Per il gip che ha firmato l’ordinanza di interdizione dell’istruttrice di ginnastica ritmica Stefania Fogliata, per il reato di maltrattamenti aggravato dalla giovane età delle persone offese, sussiste "un grave quadro indiziario". Queste le accuse mosse nei confronti della 31enne, responsabile dell’accademia Nemesi di Calcinato: avrebbe costretto almeno 8 atlete a "saltare i pranzi o la scuola" e sottoporsi ad "allenamenti ed esercizi gravosi esasperandole per finalità agonistiche". Così si legge nell’ordinanza di 49 pagine notificata, martedì 24 gennaio, all’istruttrice che per un anno non potrà più allenare sull’intero territorio nazionale.   

La donna avrebbe "esercitato la sua attività professionale incurante delle stress psicologico provocato in ragazzine infraquattordicenni" scrive ancora il gip Francesca Grassani. Atlete che nonostante "ill disagio manifestato con il pianto" sarebbero state "insultate, alcune malmenate, tutte punite".

Un’immagine dell'istruttrice e dell’accademia che stride con le foto delle lunghe lettere di ringraziamento scritte dalle atlete e postate su Instagram da Fogliata. L’ultima risale a solo 4 settimane fa: "Da sei bellissimi anni, ad ogni Natale, ad ogni saggio finale a giugno, ricevo queste lettere scritte rigorosamente a mano. Pagine e pagine di sentimenti e parole! Di ricordi e avventure! Di abbracci e risate! Non esiste nulla di più prezioso!", si legge nel post.

Non solo dita puntate. Le attività dell’accademia si sono svolte regolarmente fino al blitz della Squadra Mobile di Brescia, avvenuto martedì mattina, ma le bocche delle atlete, così come dello staff, sono cucite. Siamo riusciti a rintracciare telefonicamente la mamma di un’ex allieva della palestra, che difende spada tratta l’istruttrice e il centro.

"Francamente, mi sembra che ci si stia accanendo in maniera pesante contro di lei. Mia figlia non frequenta più la struttura per ragioni logistiche, ma conserva un bellissimo ricordo dell’istruttrice in questione e dell’ambiente. Mai avuto problemi: è sempre stata trattata con i guanti di velluto ed era serena, così come le molte altre bambine che si allenano lì".

La donna si dice allibita ed esterrefatta, prima di riagganciare frettolosamente: "Come per tutti gli altri sport, per raggiungere certi livelli bisogna avere una certa disciplina. È così anche nel calcio: non capisco la ragione di tutta questa ostilità nei confronti della ginnastica ritmica e della Nemesi".

Anche l’assessore allo sport del Comune di Calcinato, Alberto Bertagna, è stato colto di sorpresa: "Sono stupito perché in questi quattro anni non abbiamo mai avuto problemi con l’accademia 'Nemesi'. Non ho mai avuto il sentore che ci fossero delle situazioni critiche. Il paese è piccolo, le voci girano in fretta: almeno fino a novembre, quando è scoppiato il caso a livello nazionale, non avevano ricevuto particolari segnalazioni o campanelli di allarme". 

Del caso, nelle scorse ore, se n’è discusso anche nella riunione di giunta. La palestra in cui si allenano le atlete della 'Nemesi' è infatti di proprietà del Comune: "Abbiamo deciso di scrivere alla 'Nemesi' per capire come intendono muoversi: se e come intendono continuare l’attività - spiega ancora Bertagna -. Senza entrare nello specifico dei reati contestai dagli inquirenti, è auspicabile, sia per chi è indagato sia per le ragazze, che la situazione venga ridimensionata. Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che venga sottoposto a un’oggettiva valutazione".

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