Raid sacrilego al cimitero: aprono la bara, defunta depredata di vestiti e gioielli

Il blitz al cimitero di Calcinatello nella notte tra domenica e lunedì: depredata la tomba di una donna di etnia rom. Sull’accaduto indagano i carabinieri

Foto d'archivio

Secondo raid sacrilego nei cimiteri bresciani, a pochi giorni e a pochi chilometri l’uno dall’altro: dopo il blitz ancora senza spiegazioni né responsabili (almeno per ora) al camposanto di Raffa di Puegnago, dove la scorsa settimana sono state divelte e aperte due bare, mentre una banda di ladri in azione nella notte tra domenica e lunedì al cimitero di Calcinatello, frazione di Calcinato. E’ bene chiarire che non vi è alcuna connessione tra i due fatti.

A Calcinatello, a quanto pare, è stata depredata la tomba di una donna di etnia rom, che era stata sepolta insieme ai suoi gioielli di famiglia: in qualche modo i banditi ne sono venuti a conoscenza e così sono andati a colpo sicuro. Il raid è stato organizzato nei minimi dettagli: prima è stata sradicata la lapide, poi tagliato il cemento di protezione con un flessibile, infine la bara aperta a martellate.

La defunta derubata di vestiti e gioielli

Senza alcuno scrupolo, i ladri hanno sfilato i gioielli dalla defunta, derubandola pure della pelliccia di visone che aveva indosso. Poi se la sono data a gambe scavalcando il cancello, approfittando del buio della notte. L’allarme è stato lanciato la mattina successiva dai custodi addetti all’apertura del cimitero, che hanno subito avvisato il Comune e le forze dell’ordine

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Le indagini sono state affidate ai carabinieri, che stanno vagliando la pista (ma è soltanto un’ipotesi) di una presunta diatriba tra diverse famiglie rom. Un’altra tomba, infatti, era stata quasi profanata soltanto un paio di mesi fa: in quell’occasione però, dopo qualche tentativo mancato, i banditi avevano rinunciato ed erano fuggiti a mani vuote. 
 

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