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Vilardi: «Le bonifiche alla Caffaro? Non ci competono»

Così l'Assessore all'Ambiente durante un incontro sull'ambiente organizzato dalle Acli a Caionvico, in cui si è parlato anche di rifiuti e Parco delle Cave

Paola Vilardi

Un acceso dibattito è andato in scena ieri sera alle Acli di Caionvico D'altra parte, visto i temi non poteva andare diversamente: inceneritore, raccolta differenziata, Parco delle Cave e la giustamente immancabile Caffaro. A confrontarsi, Paola Vilardi, Assessore all'Ambiente del Comune di Brescia, Aldo Boifava, consigliere comunale del Pd, e Gabriele Avalli, che parteciperà alle prossime comunali con il Movimento 5 Stelle.

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Il primo punto ad essere affrontato è stato quello della raccolta differenziata, ferma al 40% ormai da anni: "Brescia è fuori legge - spiega Avalli - dato che il limite minimo previsto è quello del 65%. Attuando la raccolta porta a porta si potrebbe chiudere da subito una linea dell'inceneritore".

All'esponente dell'M5S ha ribattuto ironico Avalli: "Rifiuti zero? Vi faccio i miei auguri. Inoltre, restando al tema dell'inceneritore, non cambierebbe di molto la quantità di materiale bruciato, dato che la maggior parte arriva dalla provincia".

Vilardi, invece, ricorda il caso di Parma e Pizzarotti, dove "è stato necessario costruire l'inceneritore perché la raccolta porta a porta non ha dato i risultati sperati".

Sul Parco delle Cave, invece, l'Assessore all'Ambiente spiega come esso sia ormai una realtà: "Dopo l'acquisizione delle aree di Gaffurini, da luglio l'Amministrazione avrà a disposizione un'area di circa un milione di metri quadri, che sarà attrezzata con strutture sportive 'leggere' nell'arco di poco tempo".

La serata è finita con le accuse sul caso Caffaro e l'inquinamento da Pcb, "trascurato per oltre dieci anni", come non hanno mancato di sottolineare sia Boifava che Avalli. Ma Vilardi sembra volersene lavare le mani, come già in pasato aveva cercato di sminuire quanto denunciato da PresaDiretta: "Le bonifiche, qui come all'ex Piccinelli, le abbiamo seguite, ma non ci competono". Per chi ha perso parenti e amici a causa del Pcb, difficile che il caso si possa ridurre a una questione di competenze.



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