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Cronaca

Cadavere nell'auto in fondo al lago: l'identità è ancora un mistero

Non è ancora certo che il cadavere in fondo al lago d'Iseo sia di Rosario Tilotta, pensionato scomparso (e mai ritrovato) da più di 15 anni

L'ipotesi “originale” è quella che si tratti del cadavere di Rosario Tilotta, il pensionato bergamasco scomparso da 15 anni e che potrebbe essere finito in fondo al lago d'Iseo - a più di 80 metri di profondità, a largo di Tavernola - a bordo della sua Ford Fiesta, forse ucciso. Ma al momento è soltanto un'ipotesi, perché non ci sono conferme “scientifiche” della sua identità.

Il problema della mineralizzazione

Non è stato possibile infatti, confrontare i campioni di Dna di Rosario con il fratello Diego: il problema è legato al lungo periodo di “buio”, si presume almeno sette anni, in cui il cadavere è rimasto in acqua, sommerso nelle profondità del Sebino. Questo avrebbe causato un effetto cosiddetto di “mineralizzazione”, in cui il corpo umano (comprese ossa e denti) subisce una vera e propria trasformazione chimica e biologica.

Potrebbe essere stato ucciso, poi caricato in auto e infine gettato nel lago. Dove è rimasto fino a poche settimane fa. L'auto potrebbe essere stata fatta cadere lungo un tratto stradale che fino a una dozzina d'anni fa non aveva ancora barriere e guard-rail.

Esperti al lavoro per il riconoscimento

Le indagini prosegue serrate. La moglie di Tilotta, l'albanese Elva Kurti, è stata rintracciata, ora abita in Montenegro: ma verrà portata in Italia solo una volta che sarà eventualmente riconosciuto il corpo dell'ex marito. E al momento non è così.

Sul tema, complicato, sono al lavoro esperti di fama internazionale. Tra questi anche Cristina Cattaneo, l'anatomopatologa già intervenuta per i casi dell'omicidio della piccola Yara Gambirasio e della scomparsa dell'imprenditore bresciano Mario Bozzoli. Analisi e accertamenti clinici sono stati affidati al laboratorio Labanof di Milano.

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