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Buffalora a tutto inquinamento: VE PART e Gaburri, cittadini esausti

"I cittadini non ne possono più". Mentre il Consiglio Comunale approva tra le polemiche la destinazione per il bitumificio Gaburri. E poco più in là, sempre a Buffalora, la criticità VE PART: "Rischio ambientale altissimo"

La solita storia, a questo punto bresciana. Un Consiglio Comunale tra le polemiche, in cui non si può non sottolineare una scelta che ha fatto discutere prima, e farà discutere poi: il bitumificio Gaburri trova la sua oasi naturale di proliferazione nell’ex Cava Pasotti di Buffalora, un impianto di lavorazione su cui i cittadini della zona sud est di Brescia avevano richiesto un’attenzione particolare, e avevano avanzato un preciso NO. Il perché lo si ottiene con una semplice somma di fattori, i fattori inquinanti di cui si parla da mesi (e forse da anni), e di cui si fa sempre più fatica a mantenere un elenco aggiornato. Dalla discarica di Via Brocchi al rischio contaminazione (Cromo e Cesio), la lista è sempre più lunga.

“Cos’altro c’è da dire? Siamo sconcertati – racconta a BresciaToday Gabriele Avalli del Comitato Difesa Salute Ambiente – Dopo tutto quello che è uscito, dopo tutto quello che è successo, ci saremmo aspettati un momento di riflessione condivisa, senza colore politico. Non stiamo parlando solo del SUAP Gaburri, non ci stiamo riferendo esclusivamente al bitumificio: intorno a noi, nella zona Sud Est della città, ogni giorno c’è ne una nuova. E la politica non ha ancora preso coscienza della gravità della situazione”.

Proprio qualche giorno fa una nuova nota firmata proprio dal Codisa su un’altra questione forse sottovalutata, la discarica VE PART (ex Ecoservizi) di Via Buffalora. “Una vicenda – fanno sapere dal comitato – che pur iniziando nel 2007 è arrivata nel 2012 senza vedere una soluzione. Il Codisa da circa 3 anni è a conoscenza della vicenda e ripetutamente ha denunciato la pericolosa situazione in cui versa la discarica di rifiuti tossici e nocivi”. Le cose non vanno bene: da un lato il Codisa lamenta “l’inefficacia della pubblica amministratore”, dall’altro “imprenditori che non hanno il minimo interesse per la tutela ambientale e scarso rispetto per le istituzioni e i cittadini”. Tanto che le vicende del Sud Est di Brescia sono sotto attenta analisi della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle Attività Illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti.

GABRIELE AVALLI E IL CODISA ALLA COMMISSIONE BICAMERALE

Il bitumificio Gaburri, la solita goccia che rischia di far traboccare un vaso pieno, pienissimo di criticità, criticità inquinanti. “Siamo molto amareggiati, non c’è dubbio – continua Avalli – alla prima occasione avuta hanno deliberato per una nuova criticità, giustificandosi dietro ai pareri di altri enti. Ma bisogna guardare al contesto, questo va a sommarsi a un livello già elevatissimo di rischi ambientali. I cittadini sono arrabbiati, in questi mesi hanno evidenziato, dati alla mano, tutti i problemi di una zona già colpita. Non ne possono più”.

Non si contano più le istanze, le osservazioni, i ricorsi. Spesso inascoltati, nonostante evidenze che spaventano, e se ci riferiamo ancora una volta alla VE PART qualche brivido è più che lecito: “Il rischio ambientale e altissimo e grave. Se il problema non viene risolto urgentemente è prevedibile che il percolato contamini la falda e tutto il territorio circostante. Sempre che ciò non sia già in atto”. Brescia è una città che deve molto all’industria, ma forse è ora che anche l’industria e i suoi derivati debbano qualcosa ai cittadini.

E la politica? “Sempre più lontana dai cittadini – commenta amaro Avalli – Una politica che pensa solo a sé stessa, una politica senza coscienza, una politica che non ascolta più”.
 

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