Sistema tutor: il 16% dei bresciani ancora non sa di cosa si tratta

Secondo una ricerca, il sedici per cento dei bresciani ancora non sa cosa sia il sistema tutor. Nonostante ciò, risultano essere tra i cittadini italiani più preparati.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Secondo i dati raccolti dal Centro Studi e Documentazione Direct Line, più di un bresciano su dieci (16%) non sa che cosa sia il tutor. Nonostante sia in vigore dal 2005 su 4 tratti della rete autostradale nazionale, alcuni intervistati, alla domanda “cos’è il tutor?” hanno risposto: una frequenza radio che trasmette informazioni utili a chi transita in autostrada (10%) o la Polizia stradale (3%).

Curiosamente un ulteriore 3% degli abitanti di Brescia identifica il tutor con la figura del casellante. Nonostante queste bizzarre definizioni, c’è per fortuna un notevole numero bresciani (84%) che sa che il tutor è un sistema per monitorare la velocità media sostenuta dalle automobili in un determinato tratto autostradale.  

L’indagine offre anche uno spaccato territoriale da cui si evince che coloro che conoscono meglio le funzioni del tutor sono bolognesi (96%), milanesi (88%), torinesi (86%) e romani (82%). Meno aggiornati sono i cittadini di Palermo (65%). Gli abitanti di Brescia, si sono dimostrati tra i più preparati, tanto che otto su dieci (80%) hanno risposto in modo corretto mentre il restante 20% ha ammesso di non sapere di che cosa si tratti o ha inventato definizioni originali.

Un altro primato positivo per i bresciani è dato dal loro stile di guida: il 34% del campione si definisce prudente, mentre il 26% ritiene di essere agile nel traffico. Il 21% dei cittadini di Brescia ha confessato di avere uno stile spavaldo quando si trova alla guida. L’8% pensa di essere istintivo mentre il 4% mantiene uno stile di guida sicuro. La definizione più fantasiosa? Sicuramente quella che i bresciani sono ‘creativi’ al volante (4%).  

Attualmente il controllo della velocità tramite Tutor, attivo su circa 2.500 km di carreggiate, ha permesso di registrare una significativa riduzione della velocità media e della velocità di picco, determinando anche una netta diminuzione dell'incidentalità e delle conseguenze alle persone. Il SICVE (sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety Tutor, è un dispositivo, sviluppato da autostrade per l’Italia e polizia stradale - brevettato dalla prima e gestito dalla seconda -, che viene solitamente classificato come autovelox, ma, pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox per un motivo: esso rileva principalmente la velocità media dei veicoli. Attualmente è utilizzato in larga parte in Italia sulle autostrade. Un sistema SICVE occupa un tratto autostradale dai 15 ai 20 km. Il veicolo in transito viene inizialmente fotografato (con data e ora) da apposite fotocamere installate su un pannello messaggi, e nel suo transito trasporta una carica magnetica attraverso due conduttori annegati sotto l’asfalto.

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