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La vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti

La vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti

Arriva l'ufficialità della Regione: la provincia di Brescia è zona arancione

La decisione dopo il boom di contagi delle ultime due settimane

Come annunciato dalla stessa Regione, la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti ha ufficializzato il passaggio della provincia di Brescia in zona arancione, insieme a otto comuni della Bergamasca (Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso) e uno del Cremonese (Soncino) confinanti col nostro territorio.

Alle normali restrizioni di questa fascia di rischio, se ne aggiungono altre per contenere i contagi, tra cui la sospensione della didattica in presenza nelle scuole. Sarà vietato lo spostamento nelle seconde case. L'ordinanza per il passaggio in zona arancione verrà firmata in giornata dal presidente Fontana (entrerà in vigore alle 18 di oggi, martedì 23 febbraio).

Brescia in zona arancione, l'ordinanza completa: cosa si può fare e cosa no

Guido Bertolaso, consulente del presidente per l'attuazione e il coordinamento del piano vaccinale Covid-19, ha dichiarato in consiglio regionale che la provincia di Brescia "è già stata travolta dalla seconda ondata". "Ha un'incidenza, ovvero un numero di nuovi casi, doppia rispetto al resto delle province lombarde – ha continuato – . Allo stato attuale, la situazione è sotto controllo e gestibile (rispetto all'anno scorso) in tutto il territorio regionale, tranne in provincia di Brescia, dove siamo di fronte alla terza ondata della pandemia. Questo è il punto che va aggredito immediatamente. Il problema principale, soprattutto in questa provincia, è legato alla circolazione della variante inglese e che ha fatto aumentare di parecchio i ricoveri in ospedale e soprattutto nei reparti di rianimazione. E’ stato elevato il livello di attenzione da 3 a 4, perché le terapie intensive sono già sotto stress e per questo Areu sta già trasferendo pazienti nelle aree limitrofe".

Brescia nelle ultime settimane è diventata un vero e proprio caso nazionale, arrivando a diventare la provincia con il secondo numero di contagi più alto d'Italia dopo la "città metropolitana" di Roma (che, inutile scriverlo, ha tutt'altra densità abitativa). Misure più severe erano state richieste anche dai medici bresciani: "Stiamo trasferendo i malati, intervenite subito!"

Cosa cambia se si torna in zona arancione 'rafforzata'

Dopo la decisione della Regione di dichiarare la provincia di Brescia in zona arancione, gli spostamenti saranno consentiti soltanto all'interno del proprio comune, anche se resterà la solita raccomandazione di evitare gli "spostamenti non necessari". Per uscire dal proprio comune sarà invece necessaria l'autocertificazione su cui bisognerà indicare il motivo dello spostamento, possibile soltanto per lavoro, salute e situazioni di necessità. Gli spostamenti verso altri comuni non saranno consentiti per fare visita a parenti o amici.

Salva la deroga per i residenti nei comuni con meno di 5mila abitanti: potranno superare i confini del proprio paese e spostarsi verso comuni entro una distanza di 30 chilometri, ma senza raggiungere i capoluoghi di provincia. Sarà vietato lo spostamento nelle seconde case.

Totale sospensione della didattica in presenza nelle scuole. Anche bar, ristoranti e pasticcerie saranno nuovamente chiusi. Sarà possibile soltanto l'asporto, fino alle 22 per ristoranti e fino alle 18 per i bar, e la consegna a domicilio senza orari. I negozi saranno aperti - con i classici obblighi del distanziamento, della mascherina e della misurazione della temperatura -, mentre i centri commerciali rimangono chiusi nei giorni prefestivi e festivi. All'interno dei centri commerciali rimangono aperti (anche nei giorni prefestivi e festivi) edicole, farmacie, parafarmacie, tabaccai, librerie, alimentari, fiorai.

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