Windjet: a rischio vacanze nel Bresciano per i bambini di Chernobyl

Dopo il default di Windjet "la situazione è tornata alla normalità": lo ha riferito il presidente dell'Enac Vito Riggio. Intanto, però, circa 40 bambini e ragazzi russi rischiano di non poter arrivare a Capovalle, dove li aspettava un mesetto di serenità

La centrale di Chernobyl

Non ci sono solo vacanzieri bloccati negli aeroporti o a casa per colpa della crisi della compagnia aerea siciliana WindJet. C'é anche un gruppo di circa quaranta bambini e ragazzi russi, tra i 10 ed i 17 anni, che rischia di non poter arrivare nel bresciano per trascorrere un mesetto di vacanza, gioco e serenità a Capovalle, ospitati dall'Associazione Amici di Cocca Veglie.

Sono ragazzi che arrivano da Tula, una delle regioni russe più colpite dal disastro nucleare di Chernobyl. "Abbiamo acquistato i biglietti aerei per farli arrivare già a marzo, spendendo circa 15 mila euro - spiega don Pierangelo Ferrari, conosciuto da tutti come padre Pippo, anima dell'Associazione -. Tra l'altro il volo per noi era molto comodo, perché prevedeva l'arrivo a Orio al Serio (Bergamo). Ora - dice - non ci resta che aspettare e vedere come si evolverà la situazione". "E' 17 anni che organizziamo la loro vacanza e con la nostra agenzia ci eravamo sempre trovati bene".

Il rischio che i bambini russi non riescano ad arrivare in Val Sabbia c'é. L'ultima speranza è che si possa usufruire della 'riprotezione', cioé il pagamento di circa 80 euro a biglietto per cambiare volo. "Sarebbe il danno minore - dice padre Pippo -, ma non è che possiamo permetterci di spendere altre grandi somme", dopo quella sborsata per i biglietti e faticosamente raccolta durante l'anno, anche grazie alla generosità delle offerte dei bresciani.
 

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