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Via Villa Glori

Via Villa Glori

Via Milano «ai limiti della legalità»: la parabola di una «città nella città»

L'ultimo episodio di violenza, ai danni di una 46enne che lavora in Via Villa Glori, l'ennesima goccia per un vaso forse pieno: residenti a metà, associazioni preoccupate. Mattia Margaroli: "Riqualificazione sociale necessaria"

La tensione come una nebbia fastidiosa, che si taglia con un coltello, tra l’angolo di Via Milano che porta a Via Villa Glori, proprio la via dove poco più di una settimana fa una donna di 46 anni è stata prima aggredita e poi quasi violentata. Come sempre i residenti divisi a metà tra chi chiede un maggior intervento di vigilanza e chi invece sembra negare una situazione che altri hanno già definito critica, ora la voce delle associazioni situate al numero 10, proprio dove lavorava la 46enne aggredita. “Non c’è illuminazione, quelle vie e quei vicoli diventano comodo rifugio per persone che vivono ai limiti della legalità”, e ancora le suore Figlie di San Camillo, “Via Milano ormai è diventata invivibile, in meno di un anno abbiamo subito diversi tentativi di furto, e due nostre collaboratrici sono state aggredite proprio davanti all’ingresso della nostra struttura”.

Ma Via Milano è peggiorata? “Peggiorata no, migliorata nemmeno – ci racconta Mattia Margaroli, presidente della Circoscrizione Ovest – Come Circoscrizione non abbiamo alcun potere decisionale ma abbiamo più e più volte avanzato richieste e proposte all’amministrazione. E’ necessario aumentare la sicurezza, ma senza fare ragionamenti ipocriti e populisti: far passare più pattuglie in una giornata non serve a nulla, quello che serve è un vero progetto di integrazione e tutela, del territorio e dei cittadini. La riqualificazione ‘estetica’ – muri edifici e viabilità – non esiste, l’unica che funziona è la riqualificazione sociale! L’unico modo per riportare l’integrazione ad un livello accettabile, un po’ come in tutte le città. Di sicuro non basta un anno solo, ci vuole più tempo. La città ha bisogno di un progetto a lungo termine, chi governa è già stato sollecitato sulla questione”.

Una zona che a intermittenza ha riproposte le note problematiche, microcriminalità e zuffe da bar, risse e vendette di quartiere. Un lungo vialone dal sapore di grande città ma che necessariamente porta con sé pregi e difetti, insomma “una sfida da vincere per una società davvero coesa”, una sfida “quasi antropologica” e dalla quale si dovrebbe distillare “le peculiarità positive di ogni cultura”. Spesso è troppo facile additare colpe al sub-proletariato urbano o agli extracomunitari: “Chiaro che non c’è un assalto all’italiano – continua Margaroli – spesso le risse si scatenano tra etnie diverse e che tra loro non vanno d’accordo. Il tratto più pericoloso, quello tra Via Villa Glori e la tangenziale, è abitato da molte persone che vivono in condizioni allucinanti, appartamenti e abitazioni conservati malissimo, e magari affittati a 3mila euro al mese. Un ambiente malsano che non può far bene a nessuno. E la colpa di chi è? Di chi vive stivato insieme ad altre dieci persone in 60mq o di chi si permette di affittare a determinate condizioni?”.

Altra tematica caldissima, il subaffitto di appartamenti spaziosi e costosi ma decadenti, e che naturalmente porta alla concentrazione abitativa di cui sopra. “In questo caso nemmeno il Comune ha colpa – conclude Margaroli – perché come per la prostituzione, altra contingenza mai risolta, ci sono tante carenze normative, non vi è il riconoscimento di reato. Una matassa che deve essere sbrogliata, e a livello nazionale, perché anche un’amministrazione che prova a fare qualcosa in realtà poi ha le mani legate, non può fare proprio nulla. Stesso problema anche per le forze dell’ordine: non ci sono gli strumenti adatti per poter intervenire”.

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