Via Cremona, un quartiere contro la sala slot: «Quel postaccio non lo vogliamo»

Qualche giorno fa la manifestazione dei cittadini, capitanati da un portavoce un po' particolare, il parroco di Santa Maria Vittoria Francesco Ferrari. A settembre quattro domeniche straordinarie per la raccolta delle firme

La Chiesa di Santa Maria Vittoria in Via Cremona

Un quartiere che non ci sta, “noi non lo vogliamo quel postaccio”, e tutta Via Cremona che è scesa pure per strada, un paio di giorni fa, per ribadire la contrarietà dei residenti alla nuova sala slot che dovrebbe sorgere, prima o poi, all’altezza del civico 70. Portavoce non troppo improvvisato della protesta cittadina il parroco della Chiesa di Santa Maria Vittoria Francesco Ferrari, allo stesso tempo direttore della vicina scuola materna e del più conosciuto Istituto Piamarta, proprio accanto alla chiesa.

“Quello che ci preoccupa – ci racconta proprio padre Ferrari – è che da quando ho lanciato il primo intervento, ed era ancora marzo, i lavori sono sempre andati avanti. Certo, a rilento, oggi erano fermi, ma mi sorprende che il Comune non abbia ancora mandato nessuno, a fare un controllino, a fare un’ispezione”. La nuova sala da gioco, se mai vedrà la luce (o il buio), sarebbe troppo vicina a case e scuole, a meno di 100 metri dalla scuola materna di Via Zanelli, a meno di 70 dall’oratorio e dall’Accademia Bonoris per musicisti disabili. E pensare, continua il parroco, che per ottenere le autorizzazioni per quella scuola ci sono voluti più di otto mesi.

“La nostra è una preoccupazione educativa, ci sono già tante famiglie in difficoltà e alle prese con la ludopatia, non parliamo poi della vicinanza alle scuole e agli altri istituti. Il quartiere ha ancora tanti problemi ma Via Cremona sta migliorando, ci sono molte cose che funzionano: una sala giochi di benefici non ne porta, anzi, porterà nuovi problemi sociali e comportamentali”. Esiste già un regolamento comunale che ne vieterebbe la realizzazione al civico 70, se passa poi il recente decreto governativo che parla di 500 metri da scuole o attività educative (un po’ come già fatto a Bovezzo) il problema non dovrebbe più sussistere.

“Quello che chiediamo – continua don Ferrari – è il rispetto del regolamento, e che la sala giochi venga realizzata ad almeno 500 metri dai punti critici. Altra cosa da cui non si può prescindere è la realizzazione di un parcheggio di loro proprietà, è impensabile creare nuovi disguidi alla viabilità in una delle zone più caotiche di tutta Brescia. Per questo siamo scesi per strada, per ribadire la nostra contrarietà, la contrarietà di un quartiere, la contrarietà dei cittadini”.

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A settembre partiranno quattro domeniche straordinarie di raccolta firme, che verranno poi regolarmente depositate per accelerare i tempi, ed evitare ogni rischio. “Non vorremmo mai – conclude Ferrari – che questi signori vincessero il ricorso al TAR, costruissero la loro sala giochi per poi inaugurarla, e magari sbatterci la porta in faccia dicendo che una volta aperta non la si può più chiudere”.

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