Brescia, Via Brocchi: tra San Polo e Buffalora 80mila mc di amianto

Il 26 dicembre il corteo di protesta organizzato dal Comitato Spontaneo Contro le Nocività, mentre la Profacta continua le operazioni di conferimento della discarica Faustini: "Vogliono passare sopra la nostra testa"

La discarica di amianto di Via Brocchi ha cominciato a muoversi, presto comincerà anche ad espirare. Sono 80mila i metri cubi di amianto che verranno seppelliti nell’area attualmente in fase di conferimento tra San Polo e Buffalora, proprio in Via Brocchi, protagonista di mesi di polemiche e osservazioni, da parte dei cittadini e dei residenti. Un’area che è ancora presidiata dalle forze dell’ordine ma che a detta dell’amministrazione non si tratta di un presidio per motivi di ordine pubblico ma un semplice controllo di sicurezza richiesto dall’azienda.

Un’area che qualche giorno fa, il giorno di Santo Stefano, ha visto i cittadini scendere per strada, e percorrere le due torri, l’Alfa Acciai e tutto il quartiere di San Polo, Sanpolino compreso, per contestare quella già contestata discarica che ora la Profacta continua a preparare all’uso, e ormai si contano i giorni. “Vogliono passare sulla testa dei cittadini – fanno sapere dal Comitato Spontaneo contro le Nocività, organizzatore del corteo – nonostante l’ASL abbia documentato che qui i bambini si ammalano di malattie respiratorie molto più frequentemente che nelle altre zone della città”.

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E non che la città di Brescia stia benissimo, anzi, è a pieno titolo nella piena Pianura Padana, una delle regioni più inquinate d’Italia e d’Europa. E a San Polo e Buffalora si registrano i picchi (in negativo) dell’inquinamento, delle polveri sottili, delle criticità di aria, suolo e anche acqua. Di certo l’amianto non è cosa da poco, e ancora oggi, nel 2011, le vittime dirette o indirette sfiorano e spesso superano le 100mila unità all’anno.

Mentre il sindaco Adriano Paroli sembra avesse fatto una promessa qualche tempo fa. “Il primo cittadino si era impegnato affinché la discarica non fosse realizzata – ha ribadito il Codisa – ora chiediamo che ribadisca questa sua volontà”.

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