Cronaca

Traffico illecito di uccellini: quattro arresti nel Bresciano

Diciotto persone arrestate, di cui sette in carcere, e 1500 nidiacei sequestrati tra Trento, Vicenza, Brescia, Firenze e Venezia. È il bilancio dell'operazione 'Pullus Freedom' contro traffico di uccelli da richiamo

Diciotto persone arrestate, di cui sette in carcere, e 1500 nidiacei sequestrati tra Trento, Vicenza, Brescia, Firenze e Venezia. È il bilancio dell'operazione 'Pullus Freedom' contro traffico di uccelli da richiamo, risultato di una lunga attività di indagine condotta dal personale del corpo forestale della Provincia autonoma di Trento su delega della Procura della Repubblica di Trento

Ai domiciliari due commercianti

Gli esemplari protetti  venivano catturati e poi rivenduti nel Nord e nel Centro Italia. Al vertice di una delle due organizzazioni finite nella maxi indagine del corpo forestale della Provincia autonoma di Trento ci sarebbe un bresciano che da venerdì è in carcere. In tutto sono 47 le persone indagate, tra cui, anche due noti commercianti bresciani, i cui negozi specializzati si trovano a Mazzano e in città. Nei guai anche un collaboratore del negoziante cittadino: avrebbe fato da tramite tra il sodalizio che vendeva richiami vivi e appunto il suo titolare. Per loro sono stati disposti i domiciliari. Nessuna misura cautelare per gli altri tre bresciani, accusati di aver comprato le esche protette vendute sottobanco. 

La lunga attività di investigazione ha portato anche a 46 perquisizioni in sette regioni italiane, con più di 50 indagati, con capi di imputazione che comprendono ricettazione, furto venatorio e riciclaggio. Ogni animale da adulto acquisiva un valore che oscillava tra i 150 e i 300 euro. Sotto sequestro anche armi e materiale per il traffico. Tra le persone finite in manette anche un trentino. Le indagini si sono tradotte in una complessa ed articolata operazione di polizia, che ha visto la collaborazione dei Carabinieri, del Corpo Forestale della regione Friuli Venezia Giulia e della Polizia di Stato. L’indagine è la prosecuzione di quella che a gennaio di quest’anno aveva portato all’arresto di altre sette persone.

Il traffico illecito

Sono sostanzialmente due le aree e le organizzazioni su cui si è indagato: un sodalizio trentino, indirizzato alla raccolta diretta di nidiacei nell’area del Burgraviato (Val Venosta, Val dell’Adige e Merano), con ricettazione della refurtiva presso un grosso allevatore bresciano; una seconda organizzazione, capeggiata da trevigiani e friulani, particolarmente attiva nell’importazione di uccelli nidiacei catturati da altre organizzazioni estere e rivolta allo smistamento degli uccelli nel nord e centro Italia. Il numero di uccelli trafficati si stima in circa 20mila, con un danno al patrimonio indisponibile dello Stato stimabile in centinaia di migliaia di euro. Ad esito delle indagini, le operazioni di arresto e perquisizione sono state svolte il 18 dicembre scorso da parte del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento in stretto raccordo con sette reparti dei Carabinieri Forestali con la collaborazione del Corpo forestale Regionale Friuli Venezia Giulia per le province di Pordenone e Udine e della Polizia autostradale. 
 

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