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Cronaca

Scossa di terremoto in Garfagnana avvertita anche nel Bresciano

Non sono segnalati danni a cose e persone ma le verifiche sono ancora in corso. La scossa è stata avvertita anche in città a Brescia, soprattutto ai piani alti degli edifici

E' avvenuto a circa 35 chilometri a Nord di Lucca il terremoto avvertito in Toscana ed Emilia Romagna, fino a Brescia e a tutta la Pianura Padana.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha confermato la magnitudo di 4,8, mentre l'orologio segnava le 15 e 48. E' stato un terremoto abbastanza superficiale, avvertito a circa 15 chilometri di profondità. I paesi dove è stato localizzato l'epicentro epicentro sono: Castiglione Garfagnana, Villa Collemandina, Pieve Fosciana e Fosciandora

Il terremoto è avvenuto in una zona montuosa, nel versante toscano dell'Appennino, "una zona nella quale sono avvenuti terremoti storici importanti", osserva il direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv, Alessandro Amato. L'ultimo grande terremoto avvenuto in quest'area risale al 7 settembre 1920, con una magnitudo stimata di 6,5.

Fa impressione pensare che, giusto un anno fa, esattamente il 25 gennaio 2012, ci fu un'altra scossa di terremoto in Emilia, la prima di due che non provocarono vittime ma fecero danni e molta paura, un prodromo di quello che, dal 20 maggio in poi, quando i morti ci furono, divenne quello che è definito il Sisma Emilià.

Nel primo caso il 'cuore' del sisma, di magnitudo 4.9, era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano; due giorni dopo, alle 15.53, un sisma di magnitudo 5.4 aveva avuto per epicentro l'Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti.


Due scosse forti, dunque, ma anche profonde, molto più di quella principale del 20 maggio: 33 chilometri la prima, ben 60,8 chilometri la seconda. Tra gli edifici più danneggiati da quelle due scosse ravvicinate ci fu la Reggia di Colorno; nella prima scossa rimase danneggiata anche la chiesa di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo nella Bassa reggiana, dove alcuni calcinacci caddero in chiesa.

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