Cronaca Via Maddalena

Taglio del bosco della Maddalena: «danno ambientale enorme»

Per a sezione bresciana di Italia Nostra e il comitato cittadino Sos Alberi, il progetto di "conservazione" del bosco della Maddalena rappresenterebbe un danno ambientale enorme e un inutile spreco di denaro pubblico

La sezione bresciana di Italia Nostra, insieme al comitato cittadino Sos Alberi, criticano senza riserve il progetto di “conservazione” del bosco della Maddalena. Un danno ambientale enorme, cui si aggiunge lo spreco di denaro pubblico.

Il progetto comunale prevede il taglio delle specie aggressive non autoctone, come ailanti, sambuchi, rovi e robinia, per tutelare l'habitat di una porzione di monte 38 ettari (per dare un’idea, la superficie corrispondente a 55 campi da calcio), divisi in 16 lotti. L’intervento ha già riguardato tre di essi. Sette stanno ricevendo il trattamento in questi giorni, per un costo di 1,5 milioni di euro.

Secondo le due associazioni, si sta tagliando con troppa superficialità, andando a colpire anche castagni e querce. Elena Bettinelli, ipotizza ironicamente che "se il comune di Brescia va avanti così, invece di chiamarlo monte Maddalena lo dovremo chiamare monte Calvo".

Sempre per le associazioni, il taglio colturale previsto dal progetto definitivo, è stato sostituito con un taglio a raso che elimina il bosco esistente, per poi rimboscare solo parte della superficie. Insomma, si cerca di installare un nuovo bosco su quello esistente. Italia Nostra e Sos Alberi ricordano che operazioni di questo tipo richiedono decenni, e la Bettinelli sottolinea "che il bosco è tutelato, e non ci risulta ci siano permessi speciali per tentare sperimentazioni di questo genere". 

 

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